Barcellona nel cuore? Senza dubbio il Parc de la Ciutadella: il più antico e amato dai barcellonesi. Qui la domenica mattina, gli abitanti della parte vecchia della città, vengono a correre. Le coppie affittano le barche per fare il giro del laghetto. Ma in questo bellissimo giardino c’è il Caffè dove mi ritiro da sola per rilassarmi e leggere i giornali: è il fantastico Hivernacle (Passeig Picasso), costruito in stile tipico catalano modernista all’interno di un orto botanico… un posto da sogno! L’ideale per un brunch domenicale, ma anche per assaporare uno snack lontani dal trambusto della città. A pochi passi da lì una grande biblioteca e centro culturale: nell’ex antico Mercato del Born, una struttura di ferro in stile liberty, vero capolavoro d’epoca. Non passa giorno senza che a Barcellona si apra un nuovo bar, un club, un ristorante o una galleria d’arte. O che si trasformi: come il Club Apolo/Nitsaclub, una vecchia sala da ballo diventata adesso una postazione chiave della scena elettronica barcellonese. Spesso nascono là dove fino a poco tempo prima c’era un edificio che cadeva a pezzi. Eppure su alcuni palazzi da poco restaurati si leggono striscioni con su scritto: «Dietro una facciata dipinta c’è una casa in rovina». «Il Comune per rendere più attraente la città, finanzia i lavori di restauro delle abitazioni più malandate. Ma soltanto per la facciata. Così, all’interno, quelle stesse case restano delle catapecchie», racconta l’anziano proprietario di una vecchia osteria piena di fumo, un merendero, dietro allo splendido mercato coperto della Boqueria, dove i nottambuli all’alba si ritrovano per fare colazione. Fino a pochi anni fa era impensabile avventurarsi da sole nel Barrio de La Ribera, tra i pescatori di Barceloneta o nel malfamato Barrio de Raval (da alcuni chiamato Barrio Chino, cioè quartiere cinese, un tempo ambiguo e frequentato soprattutto da prostitute, intellettuali e gitani). Oggi invece questi vecchi quartieri sono diventati i luoghi della “movida” e ospitano locali d’avanguardia e ristoranti alla moda. (Continua – 4)