Tè nero a Istanbul
12 01 2008Appuntamento sul Bosforo. Un viaggio, quello a Istanbul, nato da una scommessa con un’amica: trovare (e bere) del tè nero Filiz (che non viene esportato e si trova solo qui) in una vera sala da tè turca. E poi riscoprire lentamente le atmosfere perdute di questa città sospesa tra Europa e Asia, dietro agli odori di spezie dei suoi bazar e ai vapori tiepidi dei suoi bagni turchi.Il tempo di lasciare la valigia, il mio mini-trolley, in albergo ed eccomi all’imbarcadero di Besiktas.

(foto: © Marina Misiti)
Come migliaia di pendolari la sera, voglio prendere il traghetto sul Bosforo per raggiungere… l’Asia e approdare a Uskudar. E’ qui che Ferzan Ozpetek, il regista di origine turca che ho amato soprattutto ne Le fate ignoranti, consiglia di infilarsi in qualche anonimo ristorantino per provare la vera cucina turca. Lo prendo in parola e non me ne pento: da ogni locale escono odori invitanti e la cena è ottima. La “sua” Istanbul, avverte, è spiazzante. Confermo: metà delle donne con il velo, metà in minigonna. (Continua -1)













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