Al Bazar delle spezie
13 01 2008Istanbul oggi non è solo una mèta turistica alla moda, è Costantinopoli, è Bisanzio, è l’impero ottomano: una metropoli da girare a piedi nei quartieri meno conosciuti lungo il Bosforo. In vena di ricalcare le orme di alcuni personaggi famosi arrivati fin qui con l’Orient Express, mi riprometto per l’indomani mattina, di iniziare la giornata con una bella colazione al celebre, anche se ormai decaduto, bar dell’hotel Pera Palace, quello amato da Agatha Cristie e Jackie Kennedy Onassis, per intenderci. Ma anche da re, regine, spie, ministri, nobili e miliardari, come leggo nel retro del menù, ahimè piuttosto modernizzato con le offerte di nescafè, cappuccino e pera palace sandwich. Di tè nero poi neanche l’ombra. Ma il mito, si sa, ha il suo prezzo e l’hotel della Compagnie des Wagons-lits è un davvero un pezzo di storia.

(foto: © Marina Misiti)
La tentazione poi è quella di perdermi per ore dietro ai sapori, ai colori e agli odori che emanano le bancarelle del Misir Çarsisi, più conosciuto come “bazar egiziano delle spezie”, mèta di buongustai a caccia di formaggi tipici, peperoncino, pistacchi, zafferano, caviale proveniente dall’Iran e dall’Azerbaigian, oltre a caffè (kahve) tostato e macinato in loco e alle più preziose varietà di tè nero (çay, pronuncia “ciai”): faccio incetta così di pacchetti rosso-viola di tè da riportare in Italia e pistacchi da sgranocchiare in giro. (Continua -2)













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