Topkapi e il bagno turco

14 01 2008

  • Per le “ragazze con la valigia” e con poco tempo la scelta di un hotel a Sultanahmet, il cuore antico di Istanbul, è strategica: da qui si raggiungono facilmente a piedi tutti i luoghi classici di questa parte del Corno d’Oro. Se si è in Turchia per la prima volta (ma forse anche per la seconda) è d’obbligo dedicare un po’ di tempo alla sontuosa Moschea Blu, secondo me la più suggestiva della città con i suoi sei minareti, ai mosaici dell’immensa Santa Sofia, alla vicina Cisterna-basilica sotterranea di Yerebatan fino ai giardini, alle cucine e alle preziose sale dell’harem nel più celebre palazzo dei sultani, il Topkapi. Sì, proprio quello descritto nell’omonimo film di Jules Dassin nel ’64, dove Melina Mercuri e Peter Ustinov organizzano il clamoroso furto al diamante conservato nel Gran Serraglio.

  • La conclusione ideale di un’intera giornata dedicata al turismo “classico”, non può che essere un rilassante, autentico “bagno turco”. Sono diverse decine gli hammam attivi in città, spesso con una sezione maschile e una femminile, oppure divisi in turni: per anni questo è stato il tradizionale luogo di ritrovo per le donne, l’equivalente dei caffè per gli uomini, rifletto immersa nei vapori sotto agli stucchi eleganti dello storico Cagaloglu Hamami (a 100 metri da Santa Sofia), dove in altre epoche veniva a immergersi anche il kaiser Guglielmo II. Caro, ma prestigioso, non c’è che dire.Alcuni amici mi indicano indirizzi (più economici) di bagni a vapore di quartiere: Kadirga Hamami e Gedikpasa Hamami. Non faccio in tempo a provarli così prendo nota per la prossima volta, mentre il muezzin chiama alla preghiera dal vicino minareto ricordandomi che mi aspetta un taxi per l’aeroporto internazionale Ataturk, e un tassista turco-juventino che non la smette più di parlare di calcio…. (Continua -4)


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