Tutto è nato leggendo: “Storie di insospettabili giardinieri” di Delfina Rattazzi. Yara Bitetti, amica di valigia e mia maestra del tè, è andata a fondo alla questione e ha scoperto vere e proprie azioni di guerrilla gardening, che da Milano si sono diffuse un po’ in tutta Italia, sulla scia di blitz già collaudati in altri Paesi. Sul curioso fenomeno c’è ora anche un sito.
Ci scrive Yara: “la Rattazzi racconta con leggera semplicità la passione per il giardinaggio di persone, una trentina, che nella vita sono impegnate in altri campi. Donne famose nel passato e nel presente: fa riflettere come il rapporto con la terra per creare un giardino o un orto sia terapeutico.
Prendiamo Joséphine de Beauharnais: dopo il divorzio da Napoleone si trasferisce alla Malmaison dove all’inizio coltiva le piante che le ricordano la sua infanzia in Martinica, in seguito la sua passione per le piante rare la porta ad acquistare “piante che le vengono spedite, tramite consoli ed ambasciatori, dai quattro angoli del mondo”. La botanica non è un capriccio, Joséphine studia, approfondisce, conosce il nome di tutte le piante, la loro origine e le loro proprietà. Solo così riesce a superare la profonda tristezza che la pervade dopo il divorzio da Napoleone.
Catherine Deneuve, invece, dice: “andare in giardino, per me, significa ritrovarmi nella mia infanzia”. Cresciuta in campagna con la sorella Françoise Dorleac raccoglieva fragole, more e faceva grandi mazzi di giunchiglie. Oggi la Deneuve pota, zappa scava ed è capace di prendere un aereo per una bustina di semi o dei bulbi rari. Nella sua casa in Normandia, che non ha mai fatto fotografare, ha un grande giardino selvaggio dove coltiva iris, rose antiche, peonie, camelie e i famosi papaveri azzurri del Tibet. Ha detto in un’intervista: “nel mio giardino mai finito mi sento del tutto realizzata”.
La storia che più mi ha colpita è quella della direttrice del carcere di Bollate, che ha deciso di riconvertire la terra che ha a disposizione per insegnare un lavoro e creare reddito per i detenuti. Il progetto è stato affidato a Susanna Magistretti, giardiniera e animatrice di classi di giardinaggio a Milano, che dopo aver frequentato un corso di specializzazione in Francia, organizzato da Les Jardins d’Aujourd’hui (che promuove il giardinaggio collettivo come occasione di reinserimento sociale), ha iniziato a praticare il “giardinaggio in situazioni di difficoltà”. Scopo, in questo caso: rendere biologica la coltivazione della frutta e verdura a Bollate e destinare una parte delle serre alla produzione di piante di nicchia. Per i detenuti è l’occasione di apprendere una professione qualificata. Trovate tutto su questo sito”.
Filed under: NEWS PER CHI VIAGGIA | 2 Comments
Tags: Delfina Rattazzi, estero, giardinaggio, guerrilla gardening, Italia, libri, NEWS PER CHI VIAGGIA, società, stili di vita, Storie di insospettabili giardinieri
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e’ vero condivido a pieno! avere e curare un giardino e’ un dono terapeutico incredibile. in famiglia per esempio abbiamo un giardino stupendo con piante esportate da ogni parte del mondo e nessun giardiniere esterno lo ha mai curato. semplicemente mio padre, viaggiatore esperto sempre alla ricerca di nuovi semi, bulbi, piante. essere circondati da tanto splendore e’ uan cosa fantastico. prima o poi quando avro’ tempo voglio dedicare un post (anche se sarebbe poiu opportuno un intero blog) al nostro giardino di famiglia. anche io avevo pensato che sarebbe opportuno convertirlo attraverso un attivita per persone esterne. mi sembra una visione perfetta per far ….rifiorire la nostra societa!
mi piace la segnalazione di questo libro che vado già domani a ordinare. grazie.