Il giorno che a Televen, emittente privata del Venezuela, è arrivato l’ordine di censura, la sorpresa è stata grande. Ma per l’Authority televisiva della Repubblica sudamericana non ci sono dubbi: i Simpson hanno una cattiva influenza sui giovani venezuelani. E così la trasmissione dei mitici cartoni, in programma ogni giorno alle 11 del mattino, è stata cancellata. Nessuno si aspettava che un nemico dell’America come il presidente della Repubblica Bolivariana, Hugo Chavez, odiasse fino a tal punto Homer, Marge, Lisa, Maggie e Bart, non foss’altro che per il loro atteggiamento caustico e sempre critico nei confronti della società Usa.
Ma probabilmente pernacchie, linguaggio e atteggiamenti politicamente scorretti verso l’autorità costituita non sono tollerabili in nessun caso.

Per i giovani venezuelani una piccola consolazione: al posto dei Simpson la rete ha iniziato a trasmettere Baywatch, la serie sulle bagnine supersexy che vede protagonista Pamela Anderson, evidentemente ritenuta politicamente corretta e anche più educativa. Nei loro 21 anni di vita non è la prima volta che i Simpson sono oggetto di aspre critiche. E di sicuro il modello poco ortodosso di famiglia che loro propongono non incontra la simpatia neanche del presidente Bush. In alcuni paesi del Medio Oriente si è corso ai ripari. Non censura dichiarata, ma Simpson in onda in versione islamizzata: Homer è diventato Omar e la sua amata birra è stata sostituita da una più consona bevanda analcolica.

Una sorta di revisionismo ha colpito di recente anche la povera Heidi. Accade in Turchia, dove, almeno nei libri raccomandati dal Ministero dell’istruzione, i bambini turchi non potranno mai più vedere le mutandine della piccola pastorella, che correndo sui prati fra le caprette che “fanno ciao” spesso spuntavano in modo apparso, fino a questo provvedimento, del tutto innocente.
Anche gli altri personaggi, la gloriosa Signora Rottermeier e la Signora Seseman, la nonna di Clara (l’amica costretta su una sedia a rotelle), si sono dovute adeguare: in futuro avranno vestitoni lunghi e la testa coperta dallo hijab, il velo islamico. I giornali turchi sono insorti contro l’islamizzazione di Heidi, mentre il Ministero della cultura ne ha preso le distanze, definendola un’iniziativa dell’editore. Ma sono passati pochi mesi dalla manifestazione di Istanbul, quando oltre un milione di persone sono scese in piazza per difendere la laicità dello Stato, e le immagini del presidente Abdullah Gul con accanto la moglie Hayrunnisa a capo coperto sono ancora per molti un simbolo del pericolo di una deriva fondamentalista.

In Cina non la censura ma la “moralizzazione” si è abbattuta inesorabile sulla banda Disney. In vista delle Olimpiadi il Governo ha deciso di estendere fino alle nove di sera il divieto di trasmettere cartoni animati stranieri. A farne le spese Paperino, Topolino e compagni, vittime illustri del provvedimento, adottato per “creare un ambiente favorevole per l’ innovazione nell’industria cinese dei cartoni animati”. La State Administration of radio, film and television ha inoltre chiesto alle reti televisive di mantenere un rapporto di 7 a 3 tra le trasmissioni di cartoni cinesi e di cartoni stranieri. La decisione è arrivata mentre è in corso una campagna di “moralizzazione” del contenuto delle trasmissioni televisive e radiofoniche che, secondo la politica promossa dal presidente Hu Jintao, devono riflettere un’ immagine “armoniosa” della società. Tutta fatica sprecata se organizzazioni come Amnesty International continuano a remare contro. Dal suo recente rapporto annuale sulla pena di morte si è saputo che in Cina si eseguono in media 22 condanne a morte ogni giorno. “Puah!” direbbe Paperino.

(Fonte: Maurizio Bianco – Tea)



8 Responses to “Allarme! Il mondo censura i Simpson, Heidi e Paperino”  

  1. Copio-incollo un link per approfondire la vicenda dei Simpson in Venezuela…

    http://www.giannimina-latinoamerica.it/visualizzaNotizia.php?idnotizia=129

    F

  2. Grazie del link, è utile capirci qualcosa di più e approfondire queste inquietanti notizie…

  3. E’ proprio cosi i Simpson non sono altro che “mitici” cioe’ appartenenti alla sfera irreale dei nostri divertimenti (o anche personalita, per chi ne fa “indigestione” di questi cartoni!). Lavorando in Cina nel campo dell’animazione / giochi elettronici mi sta facendo capire che abbiamo bisogno di un cambiamento importante a riguardo. Infatti in generale (visto che piu peasi stanno mettendo la loro attenzione in questo) non e’ un caso quello di voler revisionare i contenuti e i disegni animati dei cartoni dato che sono indirizzati alla fetta piu innocente dell’umanita. Qualcosa si sta smuovendo…Auguri al mondo!

  4. Ciao Radha, grazie per seguire il sito così da vicino. Non sapevo che lavori nell’animazione: perché non ci racconti delle nuove tendenze di questo campo? Cosa sta realmente cambiando e in che modo? Voglio dire, verso quale direzione?

  5. provo un certo senso di disagio a commentare questo articolo, che mette in luce negativa certi paesi come venezuela e turchia, luogo (ricordiamolo) dove si è svolta un’imponente manifestazione per la laicità dello stato (e noi festeggiavamo il family day…), mentre è proprio l’italia che è stata terreno fertile per le censure fumettistiche e cartoonistiche più assurde.
    Si parte dal regime fascista, che censura e italianizza i fumetti americani, togliendo addirittura i baloons e sostituendoli con didascalie in rima. Si continua negli anni 50 e 60 a mettere le mutande ai tarzanidi (il caso di Pantera Bionda) o a sequestrare Kriminal e Satanik. Negli anni novanta si perseguita Miguel Angel Martin portandolo in tribunale per incitamento alla pedofilia e si censurano e italianizzano gli “anime” giapponesi, anche quelli più innoqui (come le assurde censure a un prodotto fanciullesco come Kiss me Licia O_O)

    per cui da italiani forse è meglio guardare la trave nell’occhio

  6. Vedo che questo post ha scaldato molti animi… meno male, è così che nascono i bei dibattiti e spesso si riesce anche ad andare a fondo alle cose, a capirle meglio. Grazie a voi tutti

  7. 7 lorenzo

    questa notizia è stata parecchio strumentalizzata dalla stampa:
    1. non c’è stata nessuna censura
    2. il responsabile non è ilpresidente chavez
    molto semplicemente è stata istituita una commissione di viglianza (che c’è anche in italia e in quasi tutti i paesi occidentali) indipendente e non politica, formata da esperti (psicologi, pedagisti, ecc), che ha stabilito che the simpson non è un programma per bambini (anche negli usa è indicato come non adatto ai minori di 13 anni) per cui ha imposto lo spostamento del programma fuori dalla fascia protetta. tutto qui.
    che poi venga trasmesso baywatch non mi pare uno scandalo: non è un programma pornografico, ma solo un banalotto telefilm con gente in costume da bagno.
    solo che se c’è da dare addosso a un personaggio (chavez) che sta sulle balle agli americani ci si attacca a tutto.

  8. Vanno sempre bene i chiarimenti, grazie Lorenzo. Tuttavia il post di Bianco si sofferma anche sul caso turco e l’islamizzazione di Heidi e sulle “quote” Disney ristrette, della Cina. Forse è davvero in atto quel certo revisionismo dei contenuti cui accenna Radha, nel bene o nel male, dico. Comunque l’affaire ha acceso gli animi di molti (anche qui sul blog!)…