Tutto aveva avuto inizio quindici giorni prima…
“Cerco aspiranti eco-vacanzieri desiderosi di silenzio, mare e sole con cui dividere le spese. Ci stai? fa la mia amica in un pomeriggio afoso di luglio, a meno due (settimane) dalle ferie e nessuna prenotazione in vista. Lei ci torna da anni. Ne racconta meraviglie per tutto l’inverno seguente e ci si prepara da inizio primavera. Già mi vedo: a piedi nudi sulle rocce a raccogliere conchiglie, e poi l’acqua, il cielo a 180 gradi. E la sera, miriadi di stelle. Tutto quello che mi manca in città. Dieci minuti dopo sono all’agenzia per prenotare aereo più nave. Destinazione: l’isola che non c’è. L’immersione in una natura incontaminata e selvaggia.
(Foto: Marina Misiti-Donneconlavaligia)
L’empatia con il luogo aspro, i ritmi lenti e il dialetto stretto degli abitanti. Così l’avevo descritta questa vacanza ad amici e colleghi salutati via mail pochi giorni prima di partire. Qualcuno aveva osservato, scettico: ma dove lo trovi un posto ancora così? Eh, eh, più vicino di quanto non immagini. Avevo risposto sibillina con una punta di orgoglio, tenendo accuratamente nascosto il nome dell’eremo che mi avrebbe ospitata”. (continua – 2)
(Testo e foto: Marina Misiti)
Filed under: TRACCE DAL MONDO | Closed
Tags: blog, diario, diario di una eco-vacanza, donne e viaggi, ecoturismo, ecoturismo al femminile, l'isola, reportage, STORIE, TRACCE DAL MONDO, turismo responsabile, vacanza etica, vacanze al femminile, viaggi consapevoli

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