Diario di una eco-vacanza*****

6 05 2008

Vi ripropongo qui a puntate, in forma completa, il diario originale di una eco-vacanza etica (e da incubo), su una minuscola isola del Mediterraneo in compagnia di alcuni amici, che pubblicai tempo fa su “Marie Claire

(foto: Marina Misiti-Donneconlavaligia)

“Qualcosa avrebbe dovuto insospettirmi. Due ore prima dell’arrivo sull’aliscafo, mare aperto: squillo del telefonino. “Ciao, te lo affitto il mulo per le valige o fai da te?”. Il mulo? Troppo tardi. La sensazione che sarebbe stata una vacanza moolto più difficile del previsto mi prende alla gola. E’ da stamattina che sono in viaggio. Inutile ormai pensare di tornare indietro. Il biglietto aereo era scontato perché aveva il ritorno “chiuso”, quindi niente variazioni. E poi non c’è un posto libero neanche in braccio al comandante per chi rientra, mi diceva una hostess. Un minuto buono di apnea, e dall’altra parte della cornetta: “ehi?… ci sei ancora?”. Sì, balbetto, affitta pure il mulo. 

Chiudo gli occhi e ripenso al sogno a colori che mi ero confezionata nelle ultime settimane, compreso di repliche e variazioni sul tema: solo io e il mare, l’acqua, il sole e il vento. Fuori dalla civiltà, lontano dagli squilli dei telefonini, senza il ronzio della tivù e l’odore acre dei gas di scarico delle auto.

Apro gli occhi e ho davanti un’eco-vacanza-incubo con una decina di simpatici amici eco-alternativi convinti: senza acqua né luce, né auto e va da sé né frigo, né cellulari, né tivù, né bagno, né doccia (giusto mezzo secchio a testa al giorno per lavarsi e per il resto tutto “ciclo biologico”). Come rovinarsi le vacanze e restare però con la coscienza a posto per aver contribuito al benessere della terra, piuttosto che al mio, penso ancora…” (continua - 1)

(Testo e foto: Marina Misiti)


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