Ecoturismo al femminile? Sì
7 05 2008“Primo sbaglio: persona avvisata, mezza salvata. A dire il vero, la foto della casa l’avevo vista già prima di partire. Anzi, era stata proprio quella a convincermi definitivamente. Tipico stile dell’isola, le stanze su più livelli con affaccio sul mare, il tetto piatto di calce bianca, il patio con le colonne e la tettoia di paglia incannucciata… intorno solo fichi d’india e mare blu a perdita d’occhio. Più natura di così? mi ero detta, già stregata dall’idea. E’ inutile che porti il cellulare, tanto non prende, aveva aggiunto l’amica. Che meraviglia, già pregustavo il vecchio caro rumore delle onde in spiaggia, senza trilli telefonici, vibrazioni, toccate e fuga di Bach o inni della squadra del cuore che aspettano soltanto un “pronto, mi senti? no, aspetta che mi sposto…”. Niente squilli, niente urla alla risposta. Che eco-vacanza!
La proposta della mia amica era davvero allettante. Siamo in dieci, dividiamo le spese, mangiamo in casa e risparmiamo su tutto. Vedrai, sarà un’esperienza unica. Promessa mantenuta. Eccome…
(Foto: Marina Misiti - Donneconlavaligia)
Allora, dov’è la casa? chiedo curiosa agli amici che sono venuti a prendermi. Finalmente sto sbarcando sull’isola. La più selvaggia di questo gruppetto di isole. Un cono di roccia vulcanica alto più di 600 metri che piombano giù a picco. Senza porticciolo, solo un molo per attraccare. Quando il mare lo consente, naturalmente. Il rifugio ideale dopo un anno di super lavoro.
Questa è una domanda che è meglio non farsi in questo momento, rispondono scambiandosi occhiate complici…” (Continua - 3)
(Testo e foto: Marina Misiti)










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