Madagascar. Spaccatori di pietre
Gli “Mpamaki vato“, ossia gli spaccatori di pietre (in lingua malgascia), vivono ai piedi di una montagna dalla quale ogni giorno scavano roccia che poi nel villaggio trasformano in ghiaia con rudimentali attrezzi o a mani nude. Un lavoro durissimo svolto da uomini, donne e bambini. Una comunità che vive tra la polvere e il fango, soffre di malattie, mancanza di cibo ed acqua potabile. Alfredo Macchi è il fotoreporter di Mediaset che ha documentato queste storie di vita, e ne ha realizzato una mostra “MPAMAKY VATO – Gli spaccatori di pietre del Madagascar” che si inaugura oggi alle 18.30 a Roma, presso la galleria M.I.C.RO. (in via Monte Testaccio 34/A) nell’ambito del Festival Internazionale di fotografia di Roma 2008, di cui parlammo qui.
Ho conosciuto Alfredo alcuni anni fa quando insieme a una ventina di colleghi specializzati negli Esteri, passammo due settimane insieme per il primo addestramento realizzato dalle forze armate italiane per gli inviati nelle zone di crisi (che, per inciso, fu molto ben condotto e cementò un gruppetto di giornalisti provenienti da tutta Italia e di solito sparsi per il mondo), e quando ho saputo di questa esposizione gli ho subito chiesto ulteriori notizie. Alfredo, che in queste settimane è a Teheran, mi ha comunque fatto sapere che la mostra comprenderà una trentina di fotografie e immagini video che ha realizzato nel gennaio 2008 nell’isola di Nosy Be, a nord del Madagascar. Il suo intento è quello di spingere lo sguardo “oltre”: oltre lo scenario da cartolina, le spiagge coralline e il mare turchese che ogni turista può vedere, per documentare una realtà quotidiana di povertà, emarginazione e drammatiche condizioni di vita.
(foto di Alfredo Macchi)
La mostra fa parte del progetto “Una sorgente per la vita!” promosso dalle associazioni umanitarie Kairos Onlus e Birimbao, che lavorano per migliorare le condizioni di vita e di lavoro degli abitanti del villaggio attraverso interventi mirati e concreti sul territorio, dalle infrastrutture all’assistenza medica e sanitaria, soprattutto per i più piccoli e i proventi della vendita del catalogo andranno al progetto.
(Marina Misiti)
Filed under: ARTE PRÊT À PORTER | 4 Comments
Tags: Alfredo Macchi, Festival internazionale di fotografia di Roma 2008, FOTO, fotoreportage, gli spaccatori di pietre, immagini, Madagascar, mondo, mostra fotografica, mostra fotografica di Alfredo Macchi, NEWS PER CHI VIAGGIA, video

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purtroppo è vero,durissimo è dir poco,perchè oltre la fatica c’è il sole che picchia duro,ed è una processione continua anche dopo il calar del sole,lavorando fuori delle loro piccole capanne.in pochi posti hò visto lavorare così duro.e l’assurdo è che a pochipassi c’è gente che passa le giornate praticamente lavorando forse un’ora al giorno,coniugando il proverbio locale “MORA MORA”.
Hai ragione Maurizio. Ho conosciuto questa difficile realtà attraverso le foto e il video girato da Alfredo, presentato alla mostra, e mi è rimasto nelle orecchie il rumore continuo, incessante delle pietre che vengono spaccate da tutti gli abitanti della zona: dai bambini ai nonni… una colonna sonora agghiacciante che ben accompagnava la durezza della vita per queste persone.
Grazie di essere passato di qui,
Marina
Sono capitata per caso in questo blog, intenta a cercare altro nella rete, e mi sono soffermata a leggere perchè interessata ed esterrefatta.
Purtroppo non ho avuto la possibilità di visitare la mostra del fotoreporter Alfredo Macchi ma, sensibile a queste tematiche, posso lasciare un libero commento, tentando di capire quali possano essere le condizioni di vita o, meglio, di sopravvivenza, degli “spaccatori di pietre”.
Una realtà inimmaginabile, un lavoro massacrante.
E’ questo il vero coraggio che dovremmo ammirare, il coraggio di affrontare un’esistenza di stenti.
Siamo abituati a continui agi che spesso celano le vere sofferenze.
Ecco, soffermiamoci a riflettere, almeno davanti all’evidenza!
Un grazie infinito a chi mette al corrente noi “civili” su casi umani altrimenti sconosciuti.
Valentina, intanto benvenuta! e grazie delle tue parole. Mi offri lo spunto per riparlare degli spaccatori di pietre del Madagascar, ma anche di tante altre realtà difficili e “lontane” da noi, non tanto fisicamente (ormai con un aereo tutto è facilmente raggiungibile in ore, non giorni) quanto mentalmente.
Ci sono viaggi che pochi vogliono affrontare. Cose che pochi vogliono vedere. Racconti che pochi vogliono ascoltare. I bravi fotoreporter lavorano per questi pochi. E non se ne lamentano.
un saluto e spero di ritrovarci presto in queste pagine,
MarinaM