Sulla vetta del Makalu (8462 m)

13 05 2008

Suona il cellulare e sullo schermo compare il numero del mittente: le iniziali sono 0088 e un’altra lunga fila di numeri, quindi si tratta di un telefono satellitare. “Ciao sono Cristina Castagna, ti chiamo per dirti che ieri mattina ho raggiunto la cima del Makalu e sono la prima donna italiana ad averlo fatto”. Inizia così la breve telefonata che l’alpinista vicentina ha fatto per confermare la sua impresa. Ecco cosa mi hanno scritto ieri dall’ufficio stampa di Salewa, storico marchio di attrezzature da montagna di cui Cristina è testimonial. ”Partita poco dopo la mezzanotte dall’ultimo campo in compagnia di Giampaolo Casarotto, ma per tutti “Gandalf”, la trentunenne alpinista ha raggiunto gli 8.462 metri del Makalu alle 11 locali, nel cuore di una splendida mattina di sole, ma estremamente fredda. Infatti a causa delle basse temperature Cristina ha accusato un principio di congelamento ai piedi, ma a suo dire “sotto controllo”. Gli ultimi metri dell’ascesa El Grio - il soprannome che suo padre le ha dato perché sin da bambina saltava come un grillo - li ha percorsi in compagnia di due scalatori brasiliani “ma loro con le bombole di ossigeno, io no!” ha commentato lapidaria Cristina. La breve telefonata si è chiusa con l’informazione che il compagno di avventura, Gianpaolo Casarotto, è giunto in cima due ore prima di lei “….ma solo perché non si è fermato a fare a colazione”. Intanto qui nel suo sito si possono leggere i resoconti giornalieri della sua impresa e ben presto visitare anche una ricca photo gallery.

La spedizione di Cristina Castagna era partita dall’Italia il 31 marzo scorso per conquistare la vetta che sta a metà tra il Tibet e il Nepal. Il Makalu è la quinta montagna più alta della Terra ed è entrata nel mirino della giovane alpinista veneta che potrebbe così diventare l’unica donna italiana ad aver conquistato il “Grande Nero”, così chiamato dai tibetani per via delle rocce scure che lo compongono. Cristina Castagna dal 2003 interpreta la propria passione alpinistica con grande professionalità, pur mantenendo l’impiego a tempo pieno come infermiera al Pronto Soccorso di Vicenza, in provincia di Vicenza”.

(Fonte: uff. stampa Salewa)





Il mondo in una stanza

13 05 2008

Oggi, come tutti gli anni, sono andata a vedere la mostra fotografica della World Press Photo 2008 al Museo di Roma in Trastevere, prima che sarà visitabile in molte altre sedi nel mondo. 

Italiageomagazine all’inaugurazione, qualche giorno fa, gli ha dedicato un articolo “geolocalizzato” che in parte vi posto qui:

“… Ogni anno, da 51 anni, una giuria indipendente, formata da esperti internazionali, è chiamata a esprimersi sulle migliaia di domande provenienti da tutto il mondo, inviate alla World Press Photo Foundation di Amsterdam da fotogiornalisti, agenzie, quotidiani e riviste. Tutta la produzione internazionale viene esaminata per il Premio, e il meglio confluisce nell’esposizione e nel catalogo. Si tratta quindi anche di un’occasione per vedere le immagini più belle e rappresentative che, per un anno intero, hanno accompagnato, documentato e illustrato gli avvenimenti del nostro tempo sui giornali di tutto il mondo.

La giuria del concorso World Press Photo 2008 ha dovuto selezionare 80536 immagini, inviate da un numero record di 5019 fotografi professionisti da 125 paesi, e ne ha premiati 59, per 10 categorie diverse, provenienti da 23 nazioni: Australia, Belgio, Bulgaria, Canada, Cina, Colombia, Danimarca, Francia, Germania, Giappone, Israele, Italia, Olanda, Polonia, Portogallo, Russia, Sud Africa, Spagna, Stati Uniti, Svizzera, Regno Unito, Ungheria e Zimbabwe”… (leggi tutto su Italiageomagazine)





Dall’India di Gandhi all’Italia, un lungo viaggio per la pace

13 05 2008

Negli anni Ottanta era stata soprannominata “la principessa Indiana” dalla stampa Italiana, nel 1987 è Medaglia per la Pace alle Nazioni Unite, due volte candidata al Nobel per la Pace. La lista in realtà è alquanto lunga per elencare qui gli awards ricevuti sia da università di medicina europee, che da Accademie artistiche, come per esempio quella di San Pietroburgo, dove è membro onorario insieme ad altre sole 11 persone finora, tra cui anche Einstein a suo tempo. I governi americano, cinese, australiano l’hanno invitata per conferenze e premiata più volte per la sua visione scientifica e pacifista sul miglioramento della società in generale (verso cui oggi è rivolta l’attenzione globale!). Nirmala Devi Srivastava o semplicemente Madre, in tono di rispetto, ci fa visita per questi dolci mesi di primavera ed estate presso la residenza di Palazzo Doria a Cabella in Val Borbera (Asti).

Oggi 85enne, una vita da viaggiatrice instancabile in quasi tutti i Paesi del mondo per diffondere il messaggio di pace e integrazione di tutte le genti così come era anche iniziato con Gandhi, con il quale Nirmala trascorse alcuni anni giovanili in India. La pace comincia dal di dentro di ognuno di noi e la trasformazione anche: ho avuto la fortuna di seguire stralci del percorso di viaggio di Madre sia in Italia in diverse occasioni, che a Delhi, Mumbai, Sidney, Los Angeles e in New Jersey, negli ultimi cinque anni, insieme a migliaia di altri che come me venivano da ogni Paese. Un’esperienza di viaggio interculturale eccezionalmente toccante e vitale che raccomanderei a chiunque. Un salto nell’oceano di pace reale a cui tutti aspiriamo! Un esempio di personalità moderna e femminile su cui meditare. Anche attraverso il suo libro “Oltre l’era moderna” disponibile presso qualsiasi centro Sahaja Yoga della tua città.

(Testo e foto: Radha)





Lingue e culture, preziose eredità

13 05 2008

Quest’anno è stato proclamato l’Anno internazionale delle lingue per la promozione dell’unità attraverso la diversità linguistica, scrive nel suo blog  Maria Antonietta Ricagno, traduttrice tecnica freelance e “amica di valigia”. E spiega:
“Un numero sempre crescente di lingue è minacciato dall’estinzione e gli specialisti stimano che fra poche generazioni una percentuale vicina al 50% delle 6.700 lingue parlate in tutto il mondo scomparirà a causa della mancata rappresentanza nei media e negli organi di istruzione e governo. La globalizzazione sta investendo naturalmente anche questo settore e rischia di uniformare varie diversità linguistiche: sembra che il 96% delle lingue sia parlato solo dal 4% della popolazione. Quando scompare una lingua scompare anche una preziosa eredità culturale, di tradizioni e cultura…  (leggi tutto su: Languages at Work)