Benvenuti nell’era dell’anti-innocenza, nessuno fa colazione da Tiffany e nessuno ha storie da ricordare. Facciamo colazione alle 7 e abbiamo storie che cerchiamo di dimenticare il più in fretta possibile. L’autoconservazione e concludere affari hanno priorità assoluta… Cupido ha preso il volo dal condominio. Come ci siamo finite in questo pasticcio? Sono a migliaia le donne così in città, forse decine di migliaia, le conosciamo tutte e tutti pensiamo che siano fantastiche, viaggiano, pagano le tasse, spendono 400 dollari per un paio di sandali all’ultimo grido e sono sole. (…) Era così? Le donne di NY stavano davvero rinunciando all’amore, stavano diventando potenti?

… esordiva più o meno così Carrie Bradshaw nei primi episodi cult di “Sex and the City“.

Dopo sei incredibili serie, un famoso tour per le vie di NYC, fan-blog (anche in italiano), fashion-merchandising vario firmato Patricia Field (la stylist), mesi di trailers e gossip-anticipazioni, è arrivata l’ora del film (cui, si è appena saputo, è seguito anche un libro fotografico sul dietro le quinte del set). Appena uscito, sono corsa a vederlo, insieme a… tre uomini! Ebbene sì, con le amiche ci tornerò, prima però volevo gustarmi commenti, risatine, occhiatacce da parte di chi, forse, non conosceva intimamente la serie (e questo film ne è davvero la conclusione, quasi tre-quattro episodi insieme, con un po’ meno verve e meno personaggi interessanti intorno, ma molti, molti cambi di abito da adocchiare e annotare) e, forse, non si aspettava nemmeno la mia curiosità e l’entusiasmo per quella che considero una delle serie tivù più innovative degli ultimi anni, scritta e interpretata magicamente, e proprio per questo imperdibile oggi al cinema. E passi poi se lo sia più per il fenomeno che per il film in sé, che non funziona così bene: a volte bastano le storie, il casting, i dialoghi e gli abiti giusti, o un paio di Manolo Blanik per stimolare il nostro immaginario e… avere successo al botteghino!

(testo: Marina Misiti – foto: Trend & The City)



4 Responses to “Sex and The City, amori e tacchi a spillo a New York”  

  1. Però che peccato aver ritrovato le ragazze sul grande schermo…e averne sentito immediatamente nostalgia.
    Sarà che certi personaggi nel nostro fervido immaginario non cambiano mai, non crescono, non maturano, non compiono 50 anni o mettono la testa a posto. Così, ritrovarle alle prese di banale quotidianità di coppia (i figli, la gelosia, la mancanza del tempo per la depilazione, la lista di nozze, i dialoghi borghesi e ripuliti…) pur in mezzo ad abiti e accessori meravigliosi (quelli per fortuna reggono il confronto con la serie tv) mi ha fatto provare solo tanta tanta nostalgia per le puntate del mercoledì in seconda serata su La7.
    Aboliamo i remake cinematografici a vita e lasciateci la nostra fantasia!

  2. Hai ragione, LadyS., nostalgia per tutto quello che ha reso grande questa serie televisiva, forse proprio per questo meno adatta al “contenitore-film”, ai suoi tempi e spazi diversi, ma tant’è… almeno si sogna dietro ai cambi d’abito e accessori vari!

  3. 3 Sulay

    Non ho ancora visto il film, beate loro che hanno tempo per il glamour,
    Io farei una serie “Working women and the city”…..tu sai il perchè
    Hugs
    Sulay

  4. …e infatti la serie ha funzionato perché fa “sognare” una vita molto glamour e il film stesso, più debole, si regge soprattutto su questo!


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