A Vilnius io viaggio da sola
Vilnius: città decadente e singolare con una scherzosa Repubblica di Uzupis, proclamata nel ’98 dagli abitanti bohémien dell’omonimo quartiere – dove oggi vi si è trasferito anche il sindaco -, con un busto in bronzo di Frank Zappa (l’unico al mondo!), realizzato dal suo fan club rock. E c’è dell’altro: l’ombelico d’Europa, cioè il suo centro geografico, si trova proprio, secondo l’Istituto geografico nazionale francese, in un punto a 25 chilometri a nord di Vilnius, la capitale. Ma che la Lituania sia dei tre Paesi Baltici (vedi il reportage sull’Estonia qui) quello a noi più vicino e più “facile” da vivere, non c’è dubbio. Parola di L., amica del club delle donne con la valigia, che vi ha vissuto per lavoro quasi due anni.
(foto: flavijus)
Merito anche, secondo lei, della grande tradizione teatrale conosciuta in tutto il mondo, che annovera un maestro indiscusso come Eimuntas Nekrosius, e le sue sperimentazioni shakespeariane (ne vidi una spettacolare al Teatro Valle, a Roma, qualche anno fa), o della famosa ambra, oro trasparente del Baltico e vero gioiello d’esportazione.
Ma anche, forse, degli scambi ed eventi musicali che hanno portato negli ultimi anni anche Riccardo Muti e la Filarmonica della Scala ad esibirsi a Vilnius, e la città di Milano ad interessarsi all’arduo recupero dell’antico quartiere ebraico, dove con l’occupazione nazista furono uccisi 80mila ebrei e distrutte le 150 sinagoghe che ospitava, tanto che questa capitale allora veniva chiamata la “Gerusalemme del Nord”.
Vilnius, disegnata anche dai maestri italiani del rinascimento e del barocco, ha una lunga e travagliata storia e vanta la prima università (nel 1579) dell’area baltica, oltre al centro storico più esteso.
Le aree pedonali intorno alla cattedrale, ricche di locali e curiosi mercatini, rendono Vilnius una delle città più fantasiose del centro Europa, e anche la meno cara. Adattissima per ogni ragazza con la valigia che ha un budget ridotto. Basta dare un’occhiata al mercato sulla Pilies gatve, la via del Castello che entra nella città vecchia con le sue botteghe d’artigianato, le esposizioni di quadri e di oggetti d’arte, per farsi un’idea della convenienza di alcuni prodotti. Ma affrettatevi a venire in Lituania se volete ancora trovare articoli a prezzi contenuti: le cose stanno cambiando anche qui rapidamente.

(foto: naftalina007)
Attenzione alla storia: nella piazza principale, la Katedros Aikste, terminava la catena umana formata nell’89 da due milioni di persone che da Tallin a Vilnius si strinsero insieme in segno di protesta contro l’occupazione sovietica. Dopo aver guidato la battaglia per l’indipendenza e aver abbattuto uno ad uno i simboli del vecchio regime (ma le statue mezze decapitate di Lenin e Stalin le trovate ora in un visitatissimo “parco del comunismo” in stile disneyano), il Paese delle cicogne (mi dice L. che qui si trova la più alta concentrazione europea) oggi sogna soltanto un futuro a braccetto con l’occidente.
(Marina Misiti)
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Tags: CITY STYLE, la Lituania da scoprire, reportage dalle repubbliche baltiche, turismo in rosa, viaggi e itinerari per donne con la valigia, Viaggio a Vilnius

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