“Penso spesso a un’immagine che solo io vedo ancora e di cui non ho mai parlato (…) La prediligo fra tutte, in lei mi riconosco, m’incanto.
Presto fu tardi nella mia vita (…)
Dunque, ho quindi anni e mezzo. Un traghetto attraversa il Mekong.
Ho quindici anni e mezzo, non ci sono stagioni in questi paesi, il clima è sempre uguale, afoso, monotono, siamo in quella fascia della terra che non ha primavere, non ha risvegli”. Marguerite Duras
Quando, alcuni mesi fa, attraversavo uno dei bracci del grande fiume Mekong pensavo all’Indocina della Duras, all’incipit del suo romanzo, “L’amante“. Le sue parole erano così impresse nella mia mente che facevo fatica a mettere a fuoco la vita che si svolgeva animata intorno a me. Poi, è accaduto il miracolo: il mercato galleggiante sul fiume, con i suoi odori, colori, le voci dei bambini e delle donne che si rincorrevano da un’imbarcazine all’altra… insomma, di nuovo la magia del viaggio. Dalla carta, dalle parole, sono ritornata alle immagini, alle visioni. Ecco alcune foto di quei momenti…
(Testo e foto: Marina Misiti)
Filed under: MERCATI NEL MONDO | 3 Comments
Tags: Cambogia e mercati, fotografie di mercati nel mondo, fotoracconti dal mondo di Marina Misiti, fotoreportage sui mercati del mondo, giro del mondo nei mercati, i mercati del mondo, MAP THE LIFE, mercati e Paesi, mercato galleggiante sul Mekong, travel






come sempre le tue immagini “parlano”.
Bella la frase e molto suggestive le foto che, infatti, nascondono un loro ritmo lento… Chissà cosa daremmo anche noi per un vivere un pò nel senza tempo…
A Clacli: posso risponderti: anche le tue? pensa, te l’ho appena scritto di là, da te… un saluto e grazie per esser passata
A Manuela: forse dobbiamo imparare ogni tanto a “staccare” davvero la spina, anche se non stiamo in vacanza in luoghi lontani ed esotici… a volte bastano soltanto cinqe minuti.
Quando ero molto sotto pressione al quotdiano dove lavoravo, anni fa, e mancava poco alla chiusura, il mio caposervizio mi faceva sempre staccare alcuni minuti e scendere a prendere un “prosecchino”, o un succo di frutta. Ti assicuro che quando risalivo al giornale scrivevo tutto di getto, ricaricata come mai…
un saluto caro,
Marina