Edda Abbagliati, oltre ad avere una grande esperienza nel mondo del turismo internazionale ed essere una mia nuova amica di valigia, è l’ideatrice di Edda Accademia di Stile e, in collaborazione con Lisa Lorenzini, ha preparato per il nostro blog-magazine una serie interessantissima di post proprio sul…”viaggiare con stile”. Ecco il primo, dedicato alle vacanze di gruppo…
Il viaggio in comitiva è un’usanza “molto italiana”. Vediamo sempre gruppi di amici viaggiare insieme, coppie di amici (al contrario che in altri Paesi) che fanno le vacanze insieme, ma anche gruppi di parenti che passano le ferie tutti nella stessa casa, oppure mischiati, amici e parenti che partono insieme in vacanza. Non ci sarebbe niente da dire, se non fosse che in genere al rientro da questi viaggi, le possibilità spesso sono due:
1.- Perdere qualche amico/a per sempre
2.- Stringere amicizia con chi si pensava un estraneo
Non sempre, infatti, questi viaggi vanno a buon fine e in molti casi, si rientra con l’amaro in bocca e qualche delusione nel cuore. A questo punto penserete: che cosa c’entra il galateo quotidiano con il viaggio in comitiva? E invece c’entra, eccome!! Vediamo in che modo…
Cerchiamo di pensare all’organizzazione di un viaggio e di analizzare il perché di queste delusioni:
- Quando si decide di partire bisogna avere un’idea chiara della destinazione che si vuole conoscere o se questa è già conosciuta, godere nuovamente di quello che il luogo offre.
- Bisogna essere sicuri che le persone che formano il gruppo hanno gli stessi nostri interessi.
- Dobbiamo avere ben chiaro che quello che normalmente compriamo è “un sogno”, cioè l’idea della destinazione: in genere tutto parte da una foto dell’hotel o del villaggio o della spiaggia, ecc.
(Credits Photo: Marina Misiti)
Se queste premesse non si stabiliscono e non sono chiare prima di partire, il viaggio si può trasformare in un incubo. Perché? Ma perché una volta arrivati a destinazione, ognuno esprimerà la sua propria personalità: gusti, interessi, rapporto con i soldi (cioè spese da fare in comune). E’ questo il momento in cui cominciano ad uscire fuori delle grandi differenze tra i membri del gruppo.
In questo caso, il galateo, o potremmo chiamarlo l’etichetta del viaggio in comitiva, dovrebbe essere stabilito in modo sereno prima della partenza. Altrimenti anche il viaggio più bello si può trasformare in una grande delusione. Cercare di applicare delle regole “dopo” diventa più difficile, perché la temperatura del gruppo si è sicuramente surriscaldata e non sarebbe facile da gestire nemmeno per il miglior cerimoniere del mondo.
Per esempio:
- Avete notato che in molti casi c’è quel grande entusiasmo di partire insieme, ma una volta arrivati a destinazione, alcuni si dimostrano subito “apatici”, poco volenterosi e senza altri interessi eccetto quello di stare sdraiati sotto il sole?
- Se la vacanza è stata stabilita così prima di partire, allora va bene, ma se la cosa non è stata chiarita prima… ecco che possono crearsi dei problemi per tutti.
- Di solito c’è sempre qualcuno con degli interessi specifici: culturali, sportivi, paesaggistici… così iniziano le prime differenze relative alle escursioni, alle gite, alla macchina da noleggiare, ecc. ecc.
Se questi argomenti non si chiariscono “prima” di partire, dopo diventa difficile creare armonia nel gruppo.
Diciamo che potrebbe trasformarsi in una specie di “isola dei famosi” e come nel peggiore degli scenari… fame e tanti ostacoli! Potrebbero iniziare i rimproveri, i musi lunghi, i pettegolezzi dietro alle spalle dei compagni di viaggio e anche un po’ di aggressività.
Un altro grave problema che salta fuori in questi casi è il rapporto con i soldi. In teoria si dovrebbe fare un fondo di cassa comune, dove ognuno apporta un totale uguale agli altri. Da li’ si useranno i soldi per le escursioni, le cene, le spese, ecc. E anche qui ci troviamo con un bel problemino. Potremmo scoprire che alcuni degli amici sono molto tirchi, alcuni invece molto generosi, altri molto scontrosi, ci sono quelli che mettono il muso se uno del gruppo beve una birra in più, se un altro fuma e così via. Ecco che il viaggio diventa sempre più complicato.
Quali regole si potrebbero invece seguire?
- Almeno una o due persone del gruppo dovrebbe “dettare” le, chiamiamole, “regole del galateo di viaggio” prima di partire e chiarire ogni punto.
- Se qualcuno non fosse d’accordo, sarebbe meglio invitarlo a rinunciare al viaggio, altrimenti si troverebbe a disagio. Se questo verrà detto in modi garbati e se sarà ben argomentato, sicuramente la persona ci penserà su e avrà due possibilità: accettare le regole oppure rinunciare al viaggio. Ma se deciderà di partecipare alla vacanza e poi dovesse avere problemi, non potrà dire niente e dovrà adeguarsi… in fondo era stato avvisato!!
- Se alla fine rimarranno in pochi ad accettare le regole (con la flessibiltà dovuta, naturalmente) siate certi che saranno quelli giusti per affrontare il viaggio insieme.
(Credits photo:
Non sarebbe meglio quindi usare il cosidetto “bon ton”, o comunqe delle regole di viaggio, prima di partire per assicurarci così una bella vacanza, piuttosto che rischiare di dover rientrare amareggiati o arrabbiati?
In un viaggio ci sono tante cose da mettere insieme, come:
- orari
- escursioni
- budget
- interessi culturali
- cibo (impossibile per esempio portarsi al seguito una persona che vuole la pasta ovunque… perché non sempre sarà possibile trovarla e allora….)
Morale: a volte è meglio un viaggio realizzato in pochi (ma felici e in armonia), che in tante persone ma con molti problemi. E comunque applicando sempre delle regole di stile e di buona educazione per la vita in comune…
(Testo e foto: Edda Abbagliati, in collaborazione con Lisa Lorenzini)
Filed under: PRÊT À PORTER IN VIAGGIO | 3 Comments
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Bellissima idea quella di un bon ton “preventivo”. In effetti se scegliessimo i compagni di viaggio seguendo queste dritte, andremmo molto più lontano… con meno gente “sbagliata” al seguito!
Sono d’accordo Emanuela, come spesso accade per evitare brutte sorprese è meglio pensare e chiarirci prima con noi stessi e con gli altri. Farlo prima dei viaggi o delle agognate vacanze è più importante che mai, ti pare?
Sono queste che dovrebbero ricaricarci per tutto l’anno… guai a rovinarcele da soli!
Concordo: l’idea di un “vademecum dello stile in viaggio” è davvero interessante
ciao,
Marina