Bellissima città, vivibile e piena di vita. Colorata e allegra. In grande fermento e ristrutturazione (per via delle prossime olimpiadi invernali), di fronte all’oceano con le montagne alle spalle. Consiglio a tutte le amiche di valigia una tappa nelle zone appena ristrutturate, piene di locali, gallerie e caffè: Yaletown, tra tutte. Dopo una colazione al mercato coperto di Urban Fare non c’è niente di meglio di una passeggiata sulla Hamilton St. o lungo la Granville St. (e magari se è aperta buttate un occhio alla frizzante Jennifer Kostuik Gallery, espone molti artisti giovani e interessanti). Se invece siete lì nel pomeriggio, fate come me e prenotate per la sera un tavolo al bancone del Rodney’s Oyster House… non ve ne pentirete: ostriche freschissime del Pacifico in uno dei ristoranti più amati dai locali.

Ma Vancouver è anche Granville Island e il suo magico mercato biologico al coperto, il museo di antropologia con i pali totemici haida (sono proprio degli indiani che vivevano in quella zona) e la caratteristica Gastown, mèta imperdibile per ogni shoes addicted che si rispetti da John Fluevog. Quest’estate ero lì anche per il progetto fotografico sulle MUP (una delle foto è esposta alla mostra del Festival di Fotografia di Corigliano C.). Poi Annalisa, amica di valigia in Indocina, mi ha chiesto di “mostrarle” i miei ultimi viaggi, così ho deciso di postarvi delle cartoline da lì…

(by Neonomade ph: Marina Misiti)



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