Da Cuzco con un’amica di valigia
“La foto è di due inverni fa in Perù – mi scrive Annalisa, amica di valigia e di un bel viaggio realizzato tempo fa insieme -. Da allora, insieme ad altre, funge più che egregiamente da tappezzeria alla mia scrivania: invece che guardare le nebbie padane fuori dalla finestra, volto l’occhio e vedo i colori del Perù. Non male come “scambio di vedute”.
- ph Annalisa Scalzeri
“Una delle cose che mi aveva stupita di più a Cuzco – continua Annalisa – era stato vedere come questi bambini fossero inseparabili dagli animali, ci hai fatto caso? Certo, capivo che era uno stratagemma studiato per farsi fotografare e guadagnare qualcosa, ma il loro rapporto con i cuccioli era insolito. Da noi non esiste proprio… quando mai??? E’ qualcosa che è andato perduto”.
Già, penso quando leggo la mail, ma grazie a delle viaggiatrici appassionate e sensibili come Annalisa, adesso possiamo intuirlo anche noi questo speciale e naturale rapporto…
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il peru’ e’ uno dei viaggi forse piu’ belli che abbia mai fatto, uno di quelli ai quali mi trovo a ripensare piu’ spesso.
e questo racconto di bambini mi fa ricordare proprio una bambina, piccola piccola, tutta ben vestita come una bambolina…
si avvicina a me, sperando in qualche soldino…ma forse anche in coccole, perche’ e’ stanca, forse ha la febbre, ha gli occhi lucidi. e si appoggia alla mia gamba.
le do’ dei dolci, perche’ non mi piace dare soldi ai bambini e so che non posso fare a meno di dare qalcosa e preferisco qualcosa che possa consumare lui, usae lui, niente che magari un adulto potrebbe prendersi.
le do’ i dolci allora, lei li prende, continuando a rimanere appogiata a me…
poi si allontana un po’ e torna verso di me con…delle patate (per la cronaca le patate peruviane sono deliziose, pure bollite, altro che cibo da ammalati…) e me le da’.
non vuole vendermele, me le sta dando, come io le ho dato i dolci….
sono passati alcuni anni, lei sara’ cresciuta, non si ricordera’ sicuramente di me, una delle migliaia di teste bionde che ha visto passare.
io non riesco a dimenticarla….
Ti capisco, cara gatta, ho ancora gli occhi addosso di un bambino di un orfanotrofio che forse sperava di essere portato via da me, anche se non diceva niente. I suoi occhi parlavano per lui…
sono queste le esperienze più belle e toccanti di alcuni viaggi!
grazie per aver condiviso qui la tua…