Un paio di giorni fa mi è arrivata questa email di Zeno di cui, con il permesso dell’autore, pubblico qui alcuni stralci e relative mie risposte: le sue osservazioni sono stimolanti, vale la pena di rifletterci su.
“Cara Marina, te lo dico subito per evitare equivoci. Ho un blog che ogni tanto parla di viaggi ma non può essere considerato un blog sui viaggi. Si tratta, viceversa, di un normale e noioso blog che parla di politica e società (…) Mi rendo conto, pertanto, che non potrei mai ambire ad essere glamour e interessante come riesci a fare solo tu, eccellente giornalista di viaggi, che, nel tuo inimitabile blog Donneconlavaligia, riesci a destare interesse persino negli uomini, per l’equilibrio, la semplicità e la ricchezza di contenuti proposti”.
EHMM, GRAZIE ZENO…
- (courtesy Giuseppe Celi)
“In questo post mi propongo un solo scopo: quello di testimoniare il mio amore per i viaggi e per tutto quello che questi rappresentano nella sfera dei miei interessi personali e, perché no, anche spirituali. Lo sguardo utilizzato è quello del semplice “turista sul mondo e su se stessi” (Duccio Canestrini), necessario per afferrare più novità possibili nei paesi e nelle città visitate,
LO RIPETO SEMPRE: E’ LO SGUARDO CHE FA LA DIFFERENZA…
“prima che il mondo, nella sua folle corsa verso l’aumento di entropia e l’irreversibile degrado ambientale, si trovi senza diversità alcuna nei vari paesi…un mondo tutto uguale, replicato molte volte alla stessa maniera, in cui si mangiano gli spaghetti alla napoletana nel penultimo campo base dell’Everest (!)
GIA’, E NON E’ FANTASCIENZA! PERO’ A BEN CERCARE, ANCORA SI TROVANO EGREGIE SPECIALITA’ LOCALI, SENZA TRASFORMARSI IN GASTROSEGUGI ALLA ANTONY BOURDAIN…
“L’ansia del viaggiatore, nel mio caso, è quella di fare presto… mi rimane molto da vedere. Sono, infatti, interessato a visitare tutte le capitali dell’Unione Europea, nessuna esclusa (…) L’Unione rappresenta contemporaneamente un evento epocale e il vero successo politico dell’ultimo secolo… Desidero provare l’emozione di sentirmi non solo europeo, ma a seconda delle circostanze anche ceko, finlandese, portoghese, cipriota, etc., come quando l’altra sera a cinema ho visto il film Mamma mia con la bravissima attrice americana Meryl Streep, che è riuscita, con la sua straordinaria interpretazione, a farmi sentire svedese nella musica degli Abba e greco nello stupendo scenario del mare mediterraneo”.
SI’, QUESTA E’ UNA FACCIA DELLA MEDAGLIA. E POI LE DIFFERENZE DI IDENTITA’ E CULTURA TANTO CARE ALLO “SGUARDO” DI CHI VIAGGIA?
“…ho una domanda che desidererei fare a molte persone che si interessano di “trip and travel”. Entrando nelle librerie e leggendo riviste e blog che si interessano di viaggi si ha l’impressione che se si vuole essere à la page ci si deve interessare quasi esclusivamente di viaggi intercontinentali, che riguardano posti sperduti, lontani, insomma i più isolati possibili. Il rischio è che se ci si interessa di Europa, come faccio io, si viene considerati piccoli “provinciali”. D’altronde, dico subito la verità: a me non piace il viaggio come avventura. Voglio dire che non farei mai, come avrà sicuramente fatto qualcuno, di visitare un quartiere malfamato di una città poco raccomandabile. E in più, dico che provo piacere ad arrivare molto in anticipo in aeroporto, proprio perchè mi piace osservare i volti comuni e “poco eccitanti” dei viaggiatori in transito. La piazza del Duomo, la via principale, gli edifici dall’architettura inimitabile, i monumenti, le pinacoteche, qualche centro commerciale per riposarmi, un ristorantino per gustare il menù tradizionale “della casa”, come per esempio quelli del tipo di un piccolo paesino dell’Alta Valtellina o di una modesta trattoria sui monti Nebrodi, lo confesso, senza complessi di inferiorità, fanno sempre parte dei miei interessi di viaggio. Per favore, donneconlavaligia ditemi che tutto sommato posso continuare ancora a viaggiare senza vergognarmi di non essere à la page. Con stima per tutte le donne e gli uomini che viaggiano”.
Zeno
INTERESSI SACROSANTI I TUOI, ZENO, E CONDIVISIBILI, COME PARTIRE PER METE LONTANE, PERO’. MAI COME OGGI LOCALE E GLOBALE SI FONDONO INSIEME, NEL BENE E NEL MALE. ANZI, ORMAI PARLIAMO DI “GLOCALE” PER INDICARE PROPRIO DIMENSIONI PLURIME E CONTEMPORANEE… RIFLETTIAMOCI SU
Filed under: TRACCE DAL MONDO | 5 Comments
Tags: blog e viaggi, glocale, lettera, turismo e viaggi, viaggi lontani, viaggi vicini, viaggiare globale, viaggiare in Europa, viaggiare locale



à la page o provinciali??… questo è il dilemma…..
Io scelgo di essere ” provinciale “…..
Entrare in un quartiere malfamato per curiosità o per darsi tono….semplice cattivo gusto e poca conoscenza di viaggi…
Anche io tre giorni addietro ero in stazione con molto anticipo e mi son …divertita un mondo ad osservare i volti tirati e stressati dei viaggiatori…..
Quant’è bello guardare i vicoli caratteristici dei paesini poco conosciuti…andare con il naso per aria e gustare l’odore che le stesse mura emanano…
Caro amico non vergognarti di non essere à la page…. e continua così.
Ciao!!!
Rosaria
Cara Marina,
approfitto di questo post – anche se non del tutto attinente – per rendere tutti partecipi di una interessante iniziativa in ambito no-profit.
Il 15 ottobre si svolgerà il BLOG ACTION DAY 2008: tutti coloro che hanno un blog o che partecipano attivamente sulla rete, sono invitati ad “unirsi” alla conversazione su un unico tema: la POVERTA’.
Basta un pensiero, un’idea, una sensazione raccolta in un luogo vicino o lontano. Per creare consapevolezza, aiutare, renderci partecipi.
E’ un tema che, come persone e come viaggiatori, non possiamo ignorare. E, come ci ricorda Zeno nel suo post, il luogo può essere anche quello vicino a noi.
Per tutte le informazioni, potete visitare il sito: http://blogactionday.org/it
Confido nella sensibilità di tutti i viaggiatori
Nicoletta
Eppure secondo me essere viaggiatore provinciale o “à la page” è sempre e comunque relativo e non dipende dalla scelta della destinazione ma dall’atteggiamento del viaggiatore stesso. Io penso che dovremmo piuttosto distinguere tra chi sa guardare e apprezzare un luogo e chi ci passa tanto per dire che ci è stato; che poi la destinazione sia Manhattan o un paesino sperduto nella campagna lucana non segnato sulle guide turistiche perché apparentemento “privo di attrazioni”, secondo me è indifferente. In fondo è un fatto di gusti. Comunque apprezzo molto la provocazione di Zeno che ci fa riflettere anche sul senso stesso di “provinciale”, un concetto che rimanda al rapporto centro/periferia e su cui i viaggiatori o aspiranti tali dovrebbero riflettere molto.
Ciao Zeno, hai fatto centro. non sapevo di quest’espressione “a la page” e in realta’ non so neanche se sono mai stata davvero in vacanza perche ogni spostamento e’ stato organizzato da interessi personali e spirituali e quindi ai viaggi c’e’ sempre un abbinamento di tipo studio/lavoro/famiglia/hobby. ho realizzato che se uno e’ viaggiatore nellanima, automaticamente gli eventi intorno si dispiegano a forma di spostmenti e i luoghi scelgono la persona (non viceversa). mooolto interessante quello che dici, Buona Europa & Buone Scoperte!
Rosaria: ti ho immaginata proprio così, giorni fa, quando ti sapevo in stazione…
Grazie, Nicoletta, della segnalazione: non so se sono ancora in tempo, sto uscendo e torno stanotte (quindi praticamente già il 15) ma ora corro a dare un’occhiata al sito!
Lonelytraveller: già, l’atteggiamento è tutto. Certo che Zeno ci ha stimolati tutti a riflettere, eh??
Radha, che belle le tue parole: “se uno è viaggiatore nell’anima, automaticamente gli eventi intorno si dispiegano a forma di spostamenti e i luoghi scelgono la persona”.
Non posso essere più d’accordo…