(Credits photos: Flavio Oliveira)
L’esposizione di Flavio Gonsalves de Oliveira si chiude adesso, dopo 24 ore online. Anche questo artevento di “Donne con la valigia” è terminato. Con piacere noto che è stato cliccato e consultato da centinaia di persone. Numerosi i commenti alle foto di Flavio, anche dal Brasile. Ringrazio tutti di cuore e in particolare l’artista, per aver scelto proprio questo sito per mostrare anche sul web le sue durissime e bellissime fotografie.
Mi ha scritto Flavio, parlandomi di questo lavoro (e riporto il testo nel “suo” italiano): “La fotografia possiede molti obiettivi e innumerevoli propositi, come tutti i percorsi dell’arte. Tuttavia, nel suo nucleo, una delle sue più nobili finalità è rendere possibile a qualunque persona in qualunque posto visitare, convivere, capire, registrare e mostrare attraverso “Opere dipinte con la luce”, le condizioni di vita di tutti gli esseri umani.
Architettura del Dolore, intende mostrare le condizioni sociali in cui si trovano le “abitazioni” nelle comunità che sopravvivono attraverso il riciclaggio e la raccolta differenziata dei rifiuti nei grandi centri urbani. La fotografia permette di chiarire e coscientizzare la nostra società sulle condizioni “abitazionali” dei lavoratori e dei loro famigliari riguardo una delle più importanti attività della nostra era, narrando esplicitamente la realtà che si nasconde ai nostri occhi. Una realtà dura, oppressiva, disuguale, disumana e marginale al livello sociale che si impone alla nostra convivenza quotidiana. Una realtà che trascende le barriere geografiche della nostra città, Stato e Paese diventando realtà in qualsiasi luogo dove si trovino esseri umani meno fortunati.
Con l’uso della fotografia abbiamo l’aspettativa di rendere consapevoli le persone riguardo a questa situazione la quale dimostra che accanto ai nostri centri urbani sono state create vere prigioni sociali, dove esseri umani tentano di sopravvivere in totale stato di miseria e nella sporcizia più assoluta. Emarginati da tutte le risorse sociali e sull’orlo del fallimento completo dei loro mezzi di sostentamento, si trovano in questi posti veri vivai per il reclutamento di nuovi viziati, nonché malati, tormentati e tutti gli attributi che connotano il più profondo degrado del nostro concetto di “Ordine e Progresso”. Queste comunità sono prigioniere del loro mezzo sociale, prigioniere incapaci di rompere con un futuro degenerato che le attendono, prigioniere della mancanza di speranza, prigioniere dei rifiuti che si trasformano in alimento diretto o indiretto, prigioniere soprattutto di una società ingiusta verso i suoi simili”. (Flavio Gonsalves de Oliveira)
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Allora inizio io…
Un pugno nello stomaco.
Bellissime, durissime
grazie Marina per aver scovato e portato da noi questo fotografo e questa realtà che poi così lontana da noi non è
Bom dia.
Muito bom compartilhar esta realidade com todas as pessoas pelo mundo. Este problema não é um problema apenas do Brasil, mas sim mundial. Todas as comunidades, em qualquer país, tem sofrido com a ausência de moradia digna; pessoas necessitam ter dignidade em suas moradias. Morar é um quesito básico de nossa sociedade. Por isso vamos nos indignar e lutar para que todos um dia possam ter orgulho em voltar para suas casas.
Um beijo do Brasil para todos.
Bom dia!
Flávio de Oliveira tem se revelado um olhar crítico sobre a realidade dos menos favorecidos aqui no Brasil. Com sua lente atenta, captura momentos irrepetíveis do cotidiano das populações pobres. Seu trabalho apresenta a realidade nua e crua do dia a dia das comunidades carentes, seus medos, suas alegrias e seus desejos, entre outras coisas. Espero que continues assim. Precisamos de brasileiros que não tenham escrúpulos em revelar essas mazelas do nosso povo humilde e trabalhador. Parabéns!
Ola Flavio, envio este parabenizando mais um dos teus trabalhos de intensa beleza plastica, composicao e linha tematica seguida de um olhar que consegue exprimir um grito de socorro e o caos em que se encontra a humanidade.Continue.
Parabéns pelas lindas fotos, que mostram uma realidade nada linda.
Fico muito triste de ver que pessoas que tem um trabalho muito duro, sacrificado, que mexem em todas as sobras de uma sociedade compulsiva pelo consumismo, voltam no final de um dia pesado para um local onde pensar nele da vontade de chorar…
Parabéns pela coragem de mostrar esta realidade. Que o seu trabalho possa fazer com que eles sejam vistos e assistidos.
Molti complimenti all’autore: foto di una bellezza intensa e crudele.
Il nostro non è un viaggiare se chiudiamo gli occhi di fronte a queste cose.
FOto che esprimono grande emozione e intensità
Como sempre Flávio impressionando com os seus “flashs”, esses sim são os verdadeiros brasileiros trabalhadoress!!
Parabens pelas fotos..ficaram excelentes!!
lasciano senza respiro…..
ma anche l’occidente opulento ha di questi bei ” tesori ”
non so che dire
Rosaria
Parabéns ao parceiro Flávio. Ficamos todos enaltecidos com as obras de cunho social deste fotógrafo documentarista brasileiro. Vamos continuar na luta por um mundo melhor. Congratulações em nome de toda a equipe do CESUSC.
che bella iniziativa marina, soprattutto perché le foto sono intense, belle ed evocative di un mondo che, spesso, da questa parte dell’oceano, dimentichiamo che esiste, tutti presi dalle nostre piccole e frivole preoccupazioni quotidiane! grazie per questo spazio di riflessione esteticamente così inequivocabile.
É impressionante como é possível sentir emoção ao admirar as fotos. Estas fotografias revelam a triste realidade de muitas pessoas de nossa sociedade. Em nosso cotidiano procuramos lembrar das belas arquiteturas e esquecemos da arquitetura da dor. Este trabalho contribui para mantermos ou recuperarmos nossa visão critica. Nunca desista da fotografia sócio documental.
Flávio Oliveira nos mostra a incômoda realidade que não queremos ver. As fotos, clicadas no Brasil , revelam a incoerência do projeto de humanidade que coletivamente executamos no mundo todo. A “Arquitetura da Dor” é encontrada e em qualquer lugar e, infelizmente, em qualquer tempo.
Flavio, spero tu mi capisca, visto che qua parlano tutti in brasiliano…
COMPLIMENTIII!!!
Mi piacciono moltissimo le tue foto, perché il bn è perfetto ad esprimere ogni emozione e a calcare ogni riga, ogni linea del contesto e del paesaggio.
un abbraccio comune,
Roby
Ringrazio di cuore voi tutti per aver partecipato e commentato le foto di questo artista. Per me è stato un onore e un piacere conoscere Flavio e poter esporre qui sul sito le sue toccanti immagini. Grazie ancora Flavio e buon lavoro da tutti noi!
Conosco bene Rio de Janeiro. Le falevalas dentro la città, a pochi metri dalle case dei ricchi.
Dove vai a mangiare nei favolosi ristoranti di Ipanema, Leblon, Lagoa e senti i colpi di mortaio della polizia a pochi mentri nelle strade buie in cui si nascondono storie che i pochi non vogliono vedere nè sentire, illudendosi in una vita dorata.
Flavio attraverso le sue foto non solo cio trasmette immagini ma sentimenti. Denuncia. Urla in silenzio le contraddizioni di un mondo che sembra così lontano dalla nostra Europa e che invece giorno dopo giorno riscopro sempre più vicino. Paesi in cui differenze abnormi convivono. Indifferenza e senso di impotenza. Crudeltà che ci è facile pensare come ineludibili. un prezzo da pagare per non si capisce più cosa. Situazioni che rendono tutti prigionieri: ricchi e poveri.
Obrigada Flavio !
Flavio le tue foto ci fa vedere una realtà molto triste, ma che ci fa pensare alla vita e il modo come ognuno di noi vive. E purtroppo questa “Archittetura” la troviamo in molti posti.
Complimenti per il tuo meraviglioso lavoro.
Un abbraccio
Neusa
Conosco da vicino questa realtà. Ricordo il primo giorno che Flavio venne con me a fotografare la comunità di Palhoça, ricordo quella sensazione di dolore che abbiamo provato insieme nel tornare nella nostra realtà cittadina di Florianopolis.
Ricordo… lacrime…
quello che gli occhi non desiderano vedere, il dolore, abbandonato dallo sguardo.
Come un sottile fil rouge che li separa da noi.
Noi, vittime del consumo, rendendo vittime anche loro, i “poveri” consumatori del nostro consumare, poichè nutriti dai nostri rifiuti.
Poichè vittime del non avere la possibilità di sapere.
Haimè, queste, sono realtà che in ogni angolo di mondo esistono, in forme più o meno esponenziali.
Anche dietro casa nostra, purtroppo giornalmente, si consumano le stesse sciagure, e noi contiunuiamo ad essere assuefatti, e continuiamo a non guardare ciò che i nostri occhi non vogliono vedere: la miseria, la sofferenza.
Ormai è un anno che ho a cuore la situazione Brasiliana, il poter dar un volto a quella sensazione di inferno e paradiso, fa si che i miei occhi non restino attoniti dalla bellezza del dolore, ma si spinga oltre con lo spirito, il cuore a fare qualcosa di vero per poter aiutare questo paese a migliorare, poichè un paese come il Brasile non ha ragioni di continuare a crescere come un paese terzomondista.
Ordine e Progresso… con la fotografia, l’arte e sopratutto con l’amore.
Novamente belissima…