Non c’è che dire: “Donne con la valigia” è un nome e un marchio (che per fortuna ho registrato da tempo, sia per i prodotti editoriali che come agenzia di viaggio, oltre che merchandising vario ecc.) che dev’essere proprio piaciuto agli organizzatori di un convegno sul turismo femminile, a Ravenna, tanto da “prenderlo a prestito” e titolarne il loro seminario. Ma, potenza della rete e della community dcv, dopo solo qualche ora dall’annuncio alla stampa già mi sono arrivate molte mail di segnalazione per questo piccolo “abuso”. “Potevano almeno avere il buon gusto di chiedercelo”, mi scrive Anna T. amica di valigia del nostro network, “tra l’altro sono gli stessi cui giorni fa hai dedicato una recensione della mostra sull’artista viaggiatore”.
E’ vero, rispondo io. Ma la rete, a ben pensarci, è potente e anche auto-regolatrice, soprattutto oggi in cui ognuno di noi è spesso inserito in una rete sociale, un social network come Facebook, per esempio. Così accade che ogni cosa che facciamo venga googolizzata e resa nota quasi immediatamente a tutti. Nel bene e nel male.
Forse gli organizzatori del suddetto convegno non si sono ancora resi conto dell‘importanza delle community e dei forum in rete e del loro passaparola (se erano in buona fede); o forse (se non lo erano) hanno semplicemente creduto di “sfruttare” a loro favore un nome e un brand già conosciuto e molto indicizzato dai motori di ricerca. In entrambi i casi – rispondo qui alle amiche di valigia indignate -, non hanno tenuto conto e anzi hanno sottovalutato gli effetti negativi indotti dal passaparola online, proprio quello che forse credevano di sfruttare. Insomma, care amiche e amici di valigia della community: chi la fa, l’aspetti, si diceva una volta…
(ph Marina Misiti)




