Quei musicisti on the road…
Prendete un gruppo di giovani vecchi pieni di energia, che non si cullano sugli allori di una discografia immensa per qualità e quantità. No, non parliamo dei Rolling Stones, ma delle pietre miliari del folk irlandese, i Chieftains, veri “musicisti con la valigia”.
Nati negli anni ‘60 sull’onda del folk revival, dopo aver contribuito al successo della musica della loro terra nel mondo, nel 1987 i Chieftains si decidono ad attraversare la Manica per confrontarsi con il folk bretone in “Celtic Wedding”, gettando un ponte musicale fra la verde Irlanda e la musica spigolosa e selvaggia della Bretagna francese. È solo il primo passo.
Lo stesso anno registrano uno splendido live in Cina, dove in “Full of Joy” reinterpretano le melodie di quella terra spinti da un sentimento musicale purissimo, collaborando con musicisti locali ed integrando mirabilmente la propria sensibilità musicale con i suoni e la pentatonia orientale. Proprio in occasione di quei concerti a Pechino, Paddy Moloney, piper e leader del gruppo, rifletteva profeticamente sul futuro dei suoi Chieftains, tracciando parentele fra la musica irlandese e quella indiana, per trovare un trait d’union fra la propria identità e quelle altrui; i puristi non apprezzarono, né capirono il senso della ricerca senza limiti che anima la loro musica, che li spinse da lì a poco a registrare un disco di classici irlandesi col cantante blues Van Morrison (Irish Heartbeat – 1988).
I Chieftains nel 1996 erano ormai un’istituzione, con la ferma volontà di non diventare le caricature di se stessi, reinterpretando stancamente i loro classici. Moloney e compagni decidono di infilarsi le scarpe del pellegrino e prendere la via di Santiago di Compostela: nasce così il loro disco più bello e discusso, “Pilgrimage to Santiago” (o semplicemente “Santiago”). Sulle strade della Galizia incontrano suoni nuovi, percussioni e concertine agilissime, le gaite dal suono nasale, assai meno dolci delle uileean pipes irlandesi, e talenti incredibili come il piper Carlos Nuñez, che “osa” addirittura sfidare il maestro Moloney in “Dueling Chanters”. La Galizia viene esplorata nelle sue forme musicali e storiche, con una puntata anche nella tradizione del canto gregoriano e della musica di tradizione marinaresca; il risultato è un disco vario e ondeggiante, in cui le tracce si susseguono senza mai ripetersi, ogni brano un passo in avanti sul cammino di San Giacomo.
Arrivati a Finisterre, il viaggio loro non si interrompe, perché i Chieftains si accorgono che la musica galiziana, così festosa e in armonia con gli strumenti della verde Irlanda, ha un filo rosso che la unisce ad un’ altra isola, molto lontana; così, seguendo le orme dei nostri, finiamo a Santiago di Cuba, dove la canzone “Galleguita” (“ragazza di Galizia”) diventa un caleidoscopio di ritmi e colori: i Chieftains convocano qualche cantante, ma nel piccolo studio di registrazione si presenta una folla immensa che riempie l’aria di voci e ritmi.
E alla fine di questo pellegrinaggio, ritroviamo quello da cui eravamo partiti: la festa, il dramma e la gioia, il senso dell’amore e della vita insofferente alle barriere e alle piccole patrie. Grazie ai Chieftains, album dopo album, ci sentiamo sempre di più con la valigia in mano, anche solo spingendo il tasto “Play”.
Altri viaggi seguiranno a questo, ma magari li narreremo dopo che avrete ascoltato questo piccolo incantesimo: The Chieftains, dall’album “Santiago” (1996)….
(Testo di Francesco Misiti)
Filed under: PRÊT À PORTER IN VIAGGIO | 1 Comment
Tags: musica in valigia, musicisti con la valigia, stili di vita, The Chieftains; musica e viaggio, viaggi musicali


La musica è un sottofondo immancabile per ogni viaggio… Andrò alla ricerca di Santiago…