Di Federico Geremei, globetrotter e fotoreporter, vi ho già scritto qui, ma ora la mia attenzione è stata rapita dal suo ultimo densissimo e affascinante reportage, di cui vi posto l’incipit qui sotto…

*da leggere tutto d’un fiato (e poi correre in edicola per assaporare il resto!)

“El tapón”, così viene chiamata la massa indistinta di giungla fangosa, canali e canyon tra Colombia e Panamá. Non è però un “tappo” come gli altri, un confine difficile ma superabile. Il Darién è l’unico tratto in cui la Panamericana s’interrompe: dalla Terra del Fuoco agli States attraversa città, altipiani, deserti. Oltre quarantamila chilometri, un equatore che si snoda in verticale, fil rouge mitico per viaggiatori anni ‘80 e tragitto usuale per camionisti & co.

Ai bordi dell’inferno verde tutti si fermano. Per passare dall’altra parte si vola o si va per mare. Ornitologi, sicari e viaggiatori solitari, tutti si sono sentiti dire “entra si quieres, sales si puedes” (“entra se vuoi, esci se puoi”). Il governo colombiano insiste per rendere transitabile l’impenetrabile, Panama non ne vuole sapere: un’autostrada diretta per i narcos è l’ultima cosa di cui sente il bisogno. E così, tra aneddoti inverosimili, cronache d’altri tempi, pressioni politiche e tentativi di normalizzazione, il Darién continua ad essere un confine sui generis”… (leggi il seguito su Diario del mese di luglio da oggi in edicola)

darièn 2b



4 Responses to “Colombia-Panama: tra ornitologi, sicari e viaggiatori solitari”  

  1. già letto :)
    notevole eh? intenso, profondamente coivolgente, estaticamente interessante. è di quelli che davvero se ne vorrebbe leggere sempre di più… per continuare l’argomento oppure leggerne di lui, ma di altro.

  2. intendevo di Federico, ma di altro argomento, anche. ero stata chiara?
    :P boh

  3. Complimenti, bel sito e bel racconto…

  4. Info sul Darien e su Panama le trovate nel blog http://www.panamasecreto.com


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