Passione vintage in Argentina

27 07 2008

Passione per il vintage da sfogare al mercato delle pulci di Buenos Aires, seguendo i consigli preziosi de  LaValen che in Argentina ci vive, e da lì ci scrive regolarmente…

Il mercato di Dorrego è un grande spazio semi coperto ai confini di Palermo Hollywood, una zona di ex magazzini. Un mercato delle pulci tutto vintage dove è normale trovare, curiosando tra gli stand, un casco da parrucchiera retrò. La prima volta che l’ho visitato mi sono chiesta: “veramente si mette insieme un guadagno dignitoso vendendo agli argentini queste cose?”, non c’era infatti un turista, ma c’erano anche pochi argentini …

Il mistero è stato presto svelato, chiacchierando con una simpatica donna di Tucuman che ha uno spazio interamente dedicato alle lampade, dagli anni ‘50 in poi. Il mercato si regge soprattutto grazie all’attività di locazione dei mobili e delle suppellettili alle case di produzione cinematografica e pubblicitaria. Non è dunque difficile trovare a passeggiare direttori artistici a caccia dei mobili che popoleranno gli interni del prossimo film in lavorazione.

Al di là degli aneddoti, mi sono trovata a camminare per il mercato sognando di ascoltare il rumore che fa una tastiera a disco del telefono, pensare ai miei libri ordinatamente riposti in una mensola di stile scandinavo anni 50, immaginarmi comodamente sprofondata su un divano tutto pelle e design minimalista color arancione, come solo negli anni 70 riuscivano a fare!

La domanda che sorge spontanea a tutti gli amici italiani che passano a trovarmi e che con me hanno visitato il mercatino, è: “ma come si fa a riportare in Italia tutto quello che mi piace?”.

In realtà, ancora non ho trovato una risposta soddisfacente, così … mi sono sfogata sull’acquisto di lampade, piatti e tazze, tutto rigorosamente poco ingombrante.

(testo e foto: LaValen)

In un altro post LaValen ha parlato del vintage anni ‘50 che si trova ancora a prezzi accettabili a Buenos Aires. Leggete qui…





Shopping anni ‘50 a Buenos Aires, il vintage per le globetrotter

17 07 2008

LaValen, amica di valigia del nostro network, blogger e corrispondente da Buenos Aires, mi ha appena inviato questo altro interessante post con foto: una mappa originale e imperdibile!

Gli estimatori degli anni ‘50 non saranno delusi a Buenos Aires. Se l’architettura non offre grandi capolavori, il vintage, originale o rifatto, è una moda dilagante: abiti, calzature e accessori, arredamento, tutto rigorosamente in stile. Il cuore di questa moda è il quartiere di Palermo dove i designer indipendenti si concentrano, stili e mode sono catturati dai trendsetter argentini e dove un enorme mercato delle pulci farà impazzire gli appassionati del genere.


Cominciamo da uno dei miei luoghi preferiti, a pochi passi dal cuore di Palermo, la boutique della marca di scarpe sportive “28 sport”, sconosciuta per ora in Italia ma amatissima da pubblicitari, musicisti e registi argentini; immaginate Salvatores, Vasco Rossi e Ligabue con queste scarpe ai piedi e una collezione nell’armadio da fare invidia a quella di Carrie di Sex and the City. Per lo star system la caccia è all’accessorio unico. E questa marca risponde perché il tuo paio di scarpe, della tua taglia, quello che hai scelto di comprare, beh, quelle scarpe sono solo tue e forse nel  mondo, di un’altra taglia, ci sarà un coreografo francese che le indossa a Parigi o una pubblicitaria tedesca che le mostra orgogliosa alle colleghe di Friburgo.

Se la gita di shopping non entusiasma i vostri compagni, potete tranquillamente lasciarli ad ammirare il piccolo museo di calzature sportive di 28 sport: scarpe da  bowling, pugilato, tennis e scarpe da montagna, una collezione di pezzi originali veramente accattivante. Non esitate a chiedere maggiori informazioni, i proprietari sono cordiali e fanatici di calcio!
Seguendo la nostra passeggiata si trova Fabricas de Bananas, uno spazio che accoglie una selezione rigorosa di disegnatori indipendenti, un café lounge e una sezione dedicata ai complementi d’arredo, come i vecchi televisori trasformati in specchi e le lampade ricavate da frullatori anni 60! (Domestico di Ramiro Cairo). Questi pezzi che mi piacciono da morire sono fatti in edizione limitata proprio perché riciclano gli elettrodomestici che invasero la vita di moltissime famiglie negli anni 50. Per chi passa da queste parti e ha voglia di portarne uno in Italia, confermo che sono trasportabili nella sacca a mano a patto di non aver svaligiato 10 boutiques prima di giungere alla Fabrica! Ma anche se non acquistate nulla, il luogo vale un giro.

Appuntamento al prossimo post da Baires, tutto dedicato al mercato delle pulci di Dorrego, dove gli anni 50, originali, la fanno da padrone indiscusso.

(Testo e foto: la Valen)





Le guide giuste per Buenos Aires

15 07 2008

LaValen, amica di valigia del nostro network, blogger e corrispondente da Buenos Aires, mi ha appena inviato questo utile post con foto.

Sono una fanatica di guide turistiche, giro con almeno tre nello zaino anche se spesso, una volta giunta a destinazione, mi affido ai consigli degli autoctoni più che altro. I miei consigli su Buenos Aires sono un mix tra materiale italiano e guide da comprare in loco.

Timeout è in assoluto la migliore guida disponibile in Italia; è abbastanza leggera per essere comodamente portata sempre in borsa. Nelle edicole della città ne vendono due edizioni l’anno in versione rivista, sempre aggiornate sulle ultime mode e tendenze, purtroppo soltanto in inglese e spagnolo.

Sempre in edicola, una volta giunte a B’aires, la GUIA T è imprescindibile per chi vuole prendere i mezzi pubblici ma soprattutto come cartina tascabile della città che non dà l’aria da turista.

Una guida insolita è “Buenos Aires tiene historia – Once itineraries guiados por la cuidad”, scritta dagli Eternautas, un gruppo di docenti universitari che hanno fondato un’agenzia per l’organizzazione di passeggiate storiche e culturali della città. Il libro è in spagnolo, in vendita nelle principali librerie cittadine.

Per concludere, il ministero delle attività culturali di Buenos Aires ha redatto alcune impagabili guide del patrimonio architettonico di Buenos Aires; sono in vendita presso la sede della Casa della Cultura e in alcune librerie specializzate. Suddivise per aree d’interesse come, ad esempio, il liberty, l’archelogia industriale, i murales, l’architettura moderna, le guide sono accompagnate da comode mappe tematiche della città.

(Testo e foto: la Valen)





Rent a bag… come negli States

8 06 2008

L’idea geniale è venuta a un uomo: Lorenzo Herrnhut-Girola. E’ lui l’ideatore di MyLuxury.biz, il primo sito italiano di e-commerce dedicato all’universo borse. Prada, Fendi, Gucci, Balenciaga, Jacobs, Vuitton… chi non vorrebbe sfoggiare una delle favolose dream-bag dei guru dello stile? Le borse griffate costano ormai tantissimo e quindi ora il nuovo trend è… affittarle, come gli appartamenti. Negli States e in altri Paesi europei il fenomeno è già esploso, in Italia è arrivato lo scorso anno con MyLuxury.biz, appunto, che può oggi vantare oltre 90 esclusive borse in catalogo, tra le quali molte delle it-bag di stagione, oltre 1500 utenti registrate e un numero di noleggi in continuo aumento.

Per festeggiare il suo primo anno di vita, il sito ha deciso di regalare una settimana di noleggio gratuito a tutte le proprie clienti che decideranno di “concedersi” a giugno una delle borse in catalogo. Noleggiare poi è molto semplice (giuro che lo proverò io stessa e poi vi riferirò): una volta effettuato il login alla propria pagina personale, si può scegliere la borsa che si desidera dal catalogo interattivo, consultabile per marca o per collezione e, quindi, confermare l’ordine. Da quel momento, entro 48 ore un corriere espresso consegna la borsa a domicilio.

“L’idea del noleggio è piaciuta sia a chi desidera un accessorio ricercato magari per un’occasione speciale, sia a chi ama cambiare spesso borsa, ma preferisce farlo senza spendere capitali, proprio come fa l’assistente di Carrie Bradshaw nel film Sex and the City“, fa sapere l’ideatore. Il noleggio di accessori di lusso è già molto diffuso oltreoceano e in altri Paesi europei, chissà se anche da noi dove l’affitto e lo scambio sono ancora concetti da rivalutare, potrà funzionare lo stesso. Un fatto è certo: per un uomo può diventare un business, per noi donne la borsa resta un must (leggete qui)!

(Marina Misiti)





Creatività senza confini

6 06 2008

Idee creative in mostra on e off line. Dal blog Web 2.0 and something else di Annarita, amica di network, trovo questo interessante post che vi riporto qui di seguito:

Metti in vetrina la tua creatività. Cre.ations.net è un sito dove si può pubblicare qualsiasi cosa partorita dalla propria creatività e condividerla con chiunque sia interessato ad essa.

Può essere qualunque cosa: arte, tecnologia, software, moda, video, immagini e altro. Si possono ammirare le creazioni di altri utenti e votare per i preferiti, dopo essersi registrati al servizio. Si può scegliere in una vasta gamma delle creazioni più popolari!
Seguono alcuni esempi… e un video. Mi sembra un servizio che vale la pena provare!”. (Annarita)
Contemporaneamente altre due amiche del network DCV mi hanno appena scritto per invitarmi il 7 e l’8 giugno all’evento legato alla creatività “FUORI DAL CORO”, allo Spazio Etoile, piazza San Lorenzo in Lucina, 41 Roma (dalle ore 10,30 alle 20,00). Ecco un’altra chicca per chi è nella capitale in questi giorni!
Ad accogliermi/vi troverete Stefania Piumarta, alias Estel Fashion: stand imperdibile per fashion-vintage addicted (io stessa tempo fa ho acquistato un bell’abito rivisitato e reso unico da Stefania in persona!) e Mariacristina Ricci, disegnatrice e creatrice di “collane e bigliettini con le fragole”, come mi scrive nel suo delizioso invito. 





Come pronunci la parola viaggi?

3 06 2008

Stai per partire e vorresti sapere qual è la pronuncia esatta di quella parola inglese, francese, danese o di qualsiasi altra lingua straniera, perché magari devi parlare a un meeting, o hai in programma una cena con amici stranieri o sei già all’estero e ci tieni a fare una bella figura con gli amici locali, ma hai ancora dubbi linguistici che ti perseguitano? Con il click giusto viaggi tra le lingue, anzi tra persone madrelingua che ti dicono “a voce” l’esatta dizione delle parole che pensi di utilizzare. Come? Cliccando su Forvo, per esempio, il sito in cui puoi ascoltare le parole sconosciute (ce ne sono più di 12.000 e cresce in continuazione) pronunciate direttamente dai navigatori, che registrano da soli i vocaboli in oltre 180 lingue. Puoi anche votare la loro performance!

(testo: M. M. foto: Shanubi)





AAA. Sognatori nel mondo cercasi

30 05 2008

Puoi chiamarmi sognatore ma non sono mica l’unico, cantava John Lennon in Imagine. E se a sognare si è in tanti forse anche il desiderio più impossibile può avverarsi. Già, si devono essere ispirati proprio a questa mitica canzone  gli ideatori di  We have a dream, sito francese da poco online, ma visitato da tanti piccoli sognatori in giro per il mondo. Leggevo qualche tempo fa su Repubblica.it che il team sta già realizzando i primi sogni proposti dagli utenti.

“Il meccanismo è semplice - riporta il quotidiano -. Basta postare il proprio sogno e sperare che un numero sufficiente di utenti lo condivida. A questo punto, se si raggiunge il numero minimo di sognatori entro una data limite, il gioco è fatto e il sogno può cominciare a diventare realtà. Con un contributo economico quasi sempre minimo”.

I progetti attualmente in fase di realizzazione sono due: la produzione di un film e l’acquisto di cavalli da competizione.

Volete sapere cosa si prova a mettersi nei panni di un produttore cinematografico? “Basta iscriversi gratuitamente al sito per prenotare la propria parte di sogno entro il 31 ottobre. A questo punto, se si sarà raggiunto il numero necessario di sognatori, con il versamento di 35 euro si potrà produrre il film. I produttori virtuali potranno usufruire di tanti benefici e prendere parte attiva al processo di realizzazione: oltre a visionare in anteprima la sceneggiatura e i materiali girati potranno partecipare alle riunioni di produzione, al casting, al montaggio, alla post-produzione fino ad arrivare alla prima proiezione”. Facile, no?

L’altro sogno che il team di “We have a dream” sta realizzando è quello dell’acquisto in comproprietà di una squadra di cavalli da corsa: qui l’acquisto dei cavalli purosangue dura cinque anni ma i proprietari sognatori potranno poi scegliere l’allevatore, i colori della casacche e i nomi dei cavalli e soprattutto beneficiare dei risultati delle gare. Il tutto per una cifra abbastanza alta ma non impossibile: versando cinque mila euro, bloccati nei cinque anni.

Dicono gli ideatori del sito: “Tutti hanno dei sogni ma solo i milionari possono pagare il prezzo di realizzarli. Noi proviamo invece a spostare il ragionamento più in là: se il prezzo da pagare è caro perché non dividerlo fra tanti?”. Ecco che “We have a dream” si propone come la prima piattaforma comunitaria che permette a chiunque di sottoscrivere il proprio sogno, di avvicinarsi a chi può aiutare a realizzarlo e di convincere gli altri che è importante farlo. Lo scopo infatti è quello di coinvolgere il maggior numero di sognatori così da abbassare il costo del sogno, sia reale che metaforico. 

Bene, è ora di tirare i propri sogni fuori dal cassetto e di lasciarli viaggiare in rete! anzi di postarli qui

(Marina Misiti)





Italians do eat better! Ecco la prima web tv sul nostro cibo

27 05 2008

E’ la prima Web Tv sull’enogastronomia italiana, ed è una scommessa tutta al femminile: si chiama Italian Food Net il primo progetto a livello mondiale che unisce un portale e una Web Tv sul Food & Wine made in Italy. L’idea è venuta a tre donne intraprendenti (tra cui Sulay Michelin, instancabile amica di valigia) che hanno formato una società, la Digital Mind, e senza aspettare fondi o finanziamenti, hanno realizzato la loro idea. 

(foto: IFN)

Esperte della rete e amanti dell’enogastronomia, hanno studiato il mercato di internet e hanno scelto di puntare sui video online. Nel sito si spiega chiaramente il concetto innovativo della Web Tv che è “una nuova forma di televisione, non la trasposizione su internet della tv tradizionale ed è gratis”. Infatti i video di IFN Web Tv sono creati e confezionati ad hoc solo per gli utenti della rete, durano da uno a cinque minuti e hanno come protagonisti il cibo e i vini italiani. I canali proposti sono 5; Videoricette, Ristoranti, Vino Eventi Enogastronomici, Food & Co. Cinque percorsi per un entusiasmante viaggio nel gustoso mondo del cibo.

(foto: IFN)

Il sito, che ha debuttato il 4 febbraio di quest’anno, è dedicato a tutti gli amanti dell’enogastronomia in Italia e all’estero, ed è disponibile nella versione italiana e inglese. Lo scopo principale di IFN è quello di divulgare la cultura italiana del cibo, descrivere l’antica e variegata tradizione culinaria del nostro paese, mostrare le peculiarità della nostra cucina, ma anche dare alle imprese italiane la possibilità di investire in un nuovo mezzo di comunicazione, la Web Tv appunto. Lo slogan scelto, “Italians do eat better” (letteralmente gli italiani mangiano meglio, ma anche divertente gioco di parole) rappresenta lo spirito con cui questo progetto si propone nella rete, ovvero: se vuoi mangiare veramente bene, mangia italiano ovunque tu sia.





Dalla Spagna arriva il baratto 2.0

26 05 2008

Chi l’avrebbe mai detto che nelll’era del web 2.0 c’era ancora spazio per forme di baratto? Ebbene è così! Segnaliamo In cambio di ovvero la nuova piattaforma che permette il baratto fra imprese. Il portale è di origine spagnola ed è nato nel 2001; oggi è presente in altri venti Paesi e il suo scopo è quello di consentire la compravendita di beni e servizi senza l’utilizzo del denaro. Il Sales Man offre infatti prodotti o servizi in cambio di quelli proposti dal Buyer. Ma quante sono le aziende iscritte? In Italia si parla di circa 500 aziende iscritte, numero ancora piuttosto esiguo rispetto alle 50.000 della Spagna. Attraverso questo sito le aziende e i freelance entrano in contatto e fanno affari scambiandosi prodotti e servizi…

(leggi tutto su: B2Corporate)