Parliamo di new wave ellenica
4 08 2008
Lo scorso anno ero a Santorini, una delle isole greche che amo di più e su, in cima ai Merovigli, con il sole caldissimo e il mare che si stendeva sotto di me a perdita d’occhio, pensavo che oggi artisti, scrittori e registi della grecità hanno ripreso la magia, i riti e le tradizioni, proiettandone però una versione rinnovata e originale, tanto che ormai ovunque nel mondo si parla di new wave ellenica (per distinguerla da quella degli anni Sessanta-Settanta legata al jet-set e a Jackie Kennedy Onassis, tanto per capirci). E a declinarla sono, guarda caso, soprattutto le giovani donne.
Già, perché dovete sapere, per esempio, che le più interessanti case editrici, in Grecia, sono dirette da donne: lì l’editoria è davvero femminile, la cultura con la C maiuscola è davvero “in rosa”, e non erano solo curatrici di collane, quelle che incontrai ad Atene anni fa, ma direttrici editoriali delle imprese più importanti del Paese.
«Tra una crema di yogurt e cetrioli e polpettine di ceci o crocchette di baccalà preparate secondo i canoni della tradizione, ascoltiamo il rebetiko e cantiamo, mentre i nostri figli imparano a usare mani e piedi per i passi del sirtaki, il nostro ballo nazionale. Certo non è come un’esibizione nei bouzoukia della mia città» mi spiegava qui Maraki, una giovane architetto e amica di valigia trasferitasi in Italia per studiare ma con il cuore e una piccola casa nella Plaka, sotto all’Acropoli, dice, per «gustarmi la rinascita urbanistica e i nuovi, avanguardistici spazi espositivi di Atene».
Insomma, greci alla ribalta.
Non solo in Usa quindi dove, secondo i dati dell’ultimo censimento, le persone di origine greca supererebbero il milione di persone. Lì i ristoranti e i locali più “cool” dei quartieri ellenici di New York, come il Queens, o di Chicago e Toronto sono diventati le tappe fisse della gioventù modaiola. Mète preferite dalle donne con una valigia piena di curiosità per altri stili di vita, e non più solo di quei divi di Hollywood che hanno inglesizzato i loro impronunciabili cognomi di origine greca, come Jennifer Aniston o Nicholas Cage, al secolo Nikos Gatzoyiannis.
Ma il ritmo frenetico del glenti, la movida ellenica, con il suo stile di vita, la musica, le danze, il cibo si è diffuso sempre più anche lungo le sponde del Mediterraneo: da Tel Aviv a Palermo, da Roma a Genova, fino a Venezia e a Milano. E non è solo merito della diffusione degli spiedini souvlaki, ultima moda in fatto di street food.
Se nella costa israeliana ho passato serate a base di mussaka e orchestre dal vivo, nel nostro Paese - già attratto da sempre turisticamente dalle isole che si affacciano sul Peloponneso -, è bastato poco per garantire il successo ad associazioni tradizionali e locali etnici. Una leggera ondata (wave, appunto) di vitalità e gioia ellenica…
(Testo e foto: Marina Misiti)
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