Sex and The City, amori e tacchi a spillo a New York

5 06 2008

Benvenuti nell’era dell’anti-innocenza, nessuno fa colazione da Tiffany e nessuno ha storie da ricordare. Facciamo colazione alle 7 e abbiamo storie che cerchiamo di dimenticare il più in fretta possibile. L’autoconservazione e concludere affari hanno priorità assoluta… Cupido ha preso il volo dal condominio. Come ci siamo finite in questo pasticcio? Sono a migliaia le donne così in città, forse decine di migliaia, le conosciamo tutte e tutti pensiamo che siano fantastiche, viaggiano, pagano le tasse, spendono 400 dollari per un paio di sandali all’ultimo grido e sono sole. (…) Era così? Le donne di NY stavano davvero rinunciando all’amore, stavano diventando potenti?

… esordiva più o meno così Carrie Bradshaw nei primi episodi cult di “Sex and the City“.

Dopo sei incredibili serie, un famoso tour per le vie di NYC, fan-blog (anche in italiano), fashion-merchandising vario firmato Patricia Field (la stylist), mesi di trailers e gossip-anticipazioni, è arrivata l’ora del film (cui, si è appena saputo, è seguito anche un libro fotografico sul dietro le quinte del set). Appena uscito, sono corsa a vederlo, insieme a… tre uomini! Ebbene sì, con le amiche ci tornerò, prima però volevo gustarmi commenti, risatine, occhiatacce da parte di chi, forse, non conosceva intimamente la serie (e questo film ne è davvero la conclusione, quasi tre-quattro episodi insieme, con un po’ meno verve e meno personaggi interessanti intorno, ma molti, molti cambi di abito da adocchiare e annotare) e, forse, non si aspettava nemmeno la mia curiosità e l’entusiasmo per quella che considero una delle serie tivù più innovative degli ultimi anni, scritta e interpretata magicamente, e proprio per questo imperdibile oggi al cinema. E passi poi se lo sia più per il fenomeno che per il film in sé, che non funziona così bene: a volte bastano le storie, il casting, i dialoghi e gli abiti giusti, o un paio di Manolo Blanik per stimolare il nostro immaginario e… avere successo al botteghino!

(testo: Marina Misiti - foto: Trend & The City)





Una Rough Guide per il futuro

3 05 2008

Ci stanno già lavorando, perché agli oltre duecento manuali per turisti alternativi pubblicati dalla Rough Guides, mancava quello per orientarsi sul futuro. Terra incognita, più di altre, direi… ma non per il futurologo e science writer Jon Turney che, secondo quanto letto su “D di Repubblica“, è già al lavoro su questo progetto e sta scrivendo prima un blog, poi la guida vera e propria su “come orientarsi nel futuro, anzi nei futuri possibili e nei modi in cui le persone li immaginano e li raccontano”. Il domani? Dice l’autore: un luogo che non conosciamo ma che tutti speriamo di visitare. Uscita prevista in libreria: 2009. (m. m.)





Adottiamo i garage-sales?

2 05 2008

Negli States esistono da sempre. E poiché il riciclo non è mai stato così di moda come in questi ultimi tempi, mi chiedo: perché non adottiamo anche noi i famosi “garage-sales” d’oltreoceano? Certo non avverranno davanti al giardino di casa, né tantomento nei garage (e chi li ha?), ma possono essere ospitati nei cortili dei condomini, sulle scale, negli appartamenti stessi… insomma con un po’ di buona volontà anche noi potremmo dar via qualche pezzo vecchio di casa e magari tirar su anche dei soldini (per comprare nuovi pezzi, s’intende!), prima o dopo i traslochi, o le ristrutturazioni, o anche quando si ha semplicemente voglia di far cambiare aria al look della nostra casa.

Negli Usa si s-vende senza vergognarsi, e ora c’è addirittura una mappa aggiornatissima delle svendite domestiche, basta consultare online questo sito e questo blog: ecco una vera chicca per amanti del vintage style anche nell’arredamento!

(Testo: Marina Misiti)





E adesso parliamo di valigie…

1 05 2008

Come muoversi tra foreste e metropoli con la disinvoltura di una viaggiatrice provetta (e senza lasciare a casa i tacchi a spillo)? Che bagaglio porto? E cosa ci metto dentro? Fa caldo o fa freddo? E se piove? Conosci un albergo a…, dove posso prenotare? Dove mi consigli di andare per cena? Il Manuale della viaggiatrice (Morellini editore) è nato così, mi scrive l’autrice, Federica Brunini: “un compendio organizzato di tutte (o quasi) le risposte che ho dato alle amiche e colleghe in partenza. Più quelle che io stessa mi sono andata a cercare, prima di mettermi in viaggio. Con la speranza che siano utili a tutte le donne con la valigia…”. E aggiunge, iscrivendosi al club delle DCV: “Mi spiace non aver conosciuto te e il tuo sito prima. Accidenti!”. In effetti Donneconlavaligia è nato solo da alcuni mesi, ma sta agendo da calamita per tutte le viaggiatrici, e non solo, on e off line! E Federica è una nuova “amica di valigia” che sull’argomento sta per pubblicare una guida. Di che si tratta?
“Naturalmente questo libro non ha la pretesa di insegnare nulla a nessuno, né di esaurire tutto lo scibile viaggereccio (ci vorrebbe un’enciclopedia… e forse non basterebbe). Le mie pagine vogliono essere un aiuto –ironico- per tutte le donne come me/noi che abbiamo deciso di scoprire una fetta o qualche briciola di mondo. Sono il frutto delle mie esperienze intorno al globo, dei miei successi e dei miei piccoli e grandi pasticci. Sono il risultato di tutte quelle volte che ho detto “mai più così” e di tutte le altre in cui ho esclamato “meno male che”. Sono certa che sapete di cosa sto parlando. Di tutte le volte che non abbiamo portato quello che ci era indispensabile e di tutte le altre in cui il “dispensabile” ha pesato (troppo) sulle nostre spalle… Di quando ci siamo dovute consegnare agli agenti del check-in, salvo intuire, prima dell’arresto, che la bomba a mano in borsa…era il mascara! E poi: come selezionare i compagni di viaggio, le mete, gli hotel, il posto in aereo (per ritrovarsi, magari, sedute accanto a George Clooney -o uno che gli somiglia tanto tanto)? Io ci ho messo tutto: consigli, dritte, strategie e avvertenze per viaggiare serene, dalla A di aeroporto alla Z di zone off limits, per partire con le amiche, il fidanzato, la famiglia, i bambini, i cuccioli di casa… Ma soprattutto in buona compagnia di noi stesse”.





Argentina: cartelli, storie e ironia

21 04 2008

LaValen è una “amica di valigia” che vive a Buenos Aires, città che amo molto, e da lì ci legge e ci scrive

Lo stile del libro è riassunto in questo cartello “liquidazione totale causa saccheggio” …una quantità di cartelli assurdi, ironici. L’idea geniale e la veste grafica eccellente. Anche dal sito è possibile scoprire chicche, come nella sezione “pipì”, uno dei cartelli fotografati recita “obbligatorio l’uso di carta igienica”?!? Il progetto, inziato al principio del 2000 come l’hobby dei tre ideatori (Seimandi, Mendieta e Silberman) di scattare foto a cartelli e messaggi ironici per le strade argentine, si è trasformato in un progetto collettivo, un sito che raccoglie foto da molte parti del mondo di persone che si sono appassionate all’idea e un libro realmente intelligente… peccato per chi non sa lo spagnolo! Un’ultima citazione: “per favore, non parlate al cane”, e la raccomandazione di farsi un giro nel sito!

(Testo: LaValen - Italiani d’Argentina)





Piccole monache tibetane coraggiose…

19 03 2008
  • Mentre parlano sorseggiano acqua bollente in tazzine verdi da tè. Mi sorridono composte: Passang Lhamo e Choying Kunsang non hanno ancora trent’anni, ma già cinque li hanno passati nelle carceri cinesi di massima sicurezza. Arrestate e torturate per aver inneggiato a un Tibet libero e per non aver rinnegato il Dalai Lama, le due giovani monache buddiste del “Paese delle nevi” sono fuggite in India e, con l’aiuto di Amnesty International, sono venute anche in Italia per raccontare la loro drammatica esperienza.

(foto: ATT

  • Manette taglienti, stupri, lavori forzati, torture psicologiche e sevizie di ogni tipo, non hanno piegato le due amiche. Adesso possono vestirsi di nuovo con l’abito rosso-arancio e rasarsi la testa, secondo le loro norme religiose. Da qualche anno possono finalmente raccontare al mondo anche l’incredibile storia di una loro compagna di prigionia, Ngawang Sangdrol, arrestata ancora bambina, a 13 anni, e condannata a 22 anni di carcere. Della “piccola” monaca ribelle è stata tradotta e pubblicata una toccante biografia, scritta da Philippe Broussard e Danielle Laeng, “La prigioniera di Lhasa” (Fandango Libri). L’aria da bambolina, il suo spirito fiero, il coraggio e la lunga condanna inflittale ne hanno fatto un’eroina nazionale.
  • Non è più sola. Le sue amiche parlano di un Tibet dove sono sempre più numerose le monache buddiste che vanno al fronte della resistenza pacifista. Un Tibet diverso, più complesso da quello che vede il turista. Ci raccontano la storia, i mesi e gli anni passati dentro le celle di Drapchi, l’Alcatraz delle nevi, costruita da Mao Tse Tung per rinchiuderci i dissidenti. Al buio, lavorando a turno giorno e notte, piegate e rinchiuse in celle piccole come frigoriferi e la mattina, ore e ore coi piedi nudi sul ghiaccio. Sul Tetto del mondo, dove è proibito pregare, tenere in casa una foto del Dalai Lama, e i monaci sono trattati come terroristi, le cifre ufficiali sul numero dei detenuti per motivi d’opinione, sono accuratamente tenute nascoste. Piccole donne coraggiose, che hanno deciso di battersi per un grande ideale: la libertà.
  • Ma una sfida quasi individuale come la vostra, riuscirà a cambiare il corso della Storia?
  • Siamo qui e siamo la voce di chi non ha voce. E’ vero, di solito se si lotta da soli si ottiene poco: all’inizio a ribellarci siamo state in sette, otto amiche (monache, ndr), ma adesso solo nella nostra prigione se ne contano almeno duecento. Una stima è impossibile, il governo cinese tiene nascosto il numero dei prigionieri di coscienza, sia degli uomini che delle donne.
  • In Occidente c’è una grande attrazione verso la spiritualità orientale, ma prevalgono altri valori: il successo, i modelli estetici…
  • E il consumismo, che è più forte degli ideali. Anche da noi del resto ci sono donne molto “materiali”: la felicità però può anche essere truccarsi, farsi belle, vestirsi alla moda. Ma di fronte agli eccessi viene da chiedersi anche se non state perdendo di vista l’importanza e il vero senso della vita, della bellezza. Ma soprattutto la capacità di sognare, di nutrire lo spirito e la consapevolezza di sé: per non mettere il proprio destino in mano ad altri. Capisci?
  • Sì. E’ forse un monito per noi donne in Occidente?
  • Voi, a volte, non vi accorgete più di quello che avete. Bisogna fermarsi, ogni tanto, per essere consci della prpria vita. In Oriente il tempo è ciclico: noi parliamo di reincarnazione, di molte vite e questo dilata la nostra dimensione temporale: abbiamo una diversa visione dell’esistenza.
  • A proposito di futuro: come sarà adesso il vostro?
  • Vogliamo tornare a studiare con i lama nel monastero dove ci siamo rifugiate, in India. Perché quei monaci che voi turisti trovate in Tibet, in realtà non possono neanche nominare la religione, né imparare le preghiere o tenere una foto del Dalai Lama: è impossibile praticare il buddismo in Cina. Un consiglio? Non fatevi mai incantare dalle apparenze.




Sex and The City, ecco il film

11 03 2008

Conto alla rovescia per l’uscita anche in Italia del film “Sex and The City“: tornano le avventure delle nostre quattro amiche newyorkesi: Carrie, Miranda, Samantha e Charlotte. Ecco l’ultimo trailer con i sottotitoli in italiano:

 

(Video: RyanAtwood86)

In attesa dell’uscita del film, prevista il 30 maggio prossimo, non ci resta che sbirciare le scene di avvincenti trailers….

 

(Video: ikaryku)

 





Una mappa urbana “strettamente” personale (Mup)

4 02 2008

  • Alcune cose sono strettamente legate al viaggiare. Le mappe fanno parte di queste cose. Ma non si tratta solo di cartine geografiche, piuttosto di cartografie dei sentimenti, mappature dei luoghi del cuore, in altre parole: rappresentazioni di sé in uno spazio. Da questa idea sono nate le MUP, cioè il progetto di Mappe Urbane Personali. Soprattutto visive, ma non solo.
  • La mappatura dei nostri tesori nascosti (ovvero dei nostri luoghi del cuore) è stata decisamente un successo, tanto da far nascere un progetto a sé, vicino ma autonomo rispetto al magazine da cui è nato, Donneconlavaligia: è un vero e proprio blog e si chiama come il progetto Mappe Urbane Personale.
  • Seguite lì tutti gli sviluppi…
  • Molte sono state le persone interessate a una topografia originale della capitale, per questo ho iniziato proprio da Roma (poi si procederà sul resto) e così sono in rete, con tanto di foto e mini-interviste, per iniziare a tracciare questa “topografia urbana molto personale“. E va da sé, molto femminile…

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(foto: © Marina Misiti)






Peggy, la donna, l’arte e Venezia

18 01 2008

  • Era il 1948 quando Peggy Guggenheim fu invitata da Rodolfo Pallucchini, allora Segretario Generale della Biennale di Venezia, ad esporre la propria, già leggendaria, collezione al Padiglione della Grecia, paese all’epoca impegnato nella guerra civile: per la prima volta in Europa il pubblico poteva ammirare le opere dei grandi rappresentanti dell’Espressionismo astratto americano, artisti quali Pollock, Gorky, Rothko. Appena un anno più tardi Peggy Guggenheim acquistava Palazzo Venier dei Leoni, prezioso scrigno sul Canal Grande che da allora custodisce la sua collezione, la più importante in Italia per l’arte europea e americana della prima metà del Novecento. Durante i trent’anni trascorsi a Venezia, Peggy ha continuato instancabilmente a collezionare opere d’arte e ad appoggiare artisti internazionali e locali, come Edmondo Bacci e Tancredi Parmeggiani.

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  • Il 2008 si è aperto così  all’insegna delle celebrazioni per i 60 anni della Collezione Peggy Guggenheim di Venezia: una serie di eventi, mostre temporanee, conferenze e dibattiti, laboratori didattici, visite guidate gratuite, proiezioni di film in giardino e il concerto per il compleanno di Peggy, ripercorreranno i momenti che hanno segnato la vita della mecenate americana dal suo arrivo a Venezia nel 1948 attraverso la storia delle opere della sua Collezione, dei suoi amici artisti, del suo talento e del suo amore per l’arte.


  • Nel 1969 Peggy decide di donare il palazzo e le opere d’arte alla Fondazione Solomon R. Guggenheim, creata nel 1937 dallo zio Solomon per amministrare la propria collezione e il museo. Partendo proprio dai contenuti delle due mostre temporanee, Coming of Age: American Art, 1850s to 1950s (28 giugno–12 ottobre) e Carlo Cardazzo. Una nuova visione dell’arte (1 novembre–9 febbraio 2009), il programma dell’anniversario intende ripercorre la “geografia” di Peggy, per approfondire da un lato l’importanza dei suoi legami con le avanguardie americane, e dall’altro la sua influenza all’interno del panorama artistico veneziano degli anni ‘40 e ’50, mettendo così in luce due diversi aspetti di quell’unica grande passione artistica che animò l’esistenza della straordinaria mecenate americana.


  • Il 2007, intanto, si è chiuso con un nuovo record alla Collezione Peggy Guggenheim: in 12 mesi il museo ha registrato 378.613 visitatori durante l’orario di apertura al pubblico. Nei 314 giorni di apertura, la media giornaliera è stata di 1.206 presenze: i gruppi sono stati ben 855, di cui 647 provenienti da scuole italiane e straniere, per un totale di 25.201 visitatori. A queste presenze si sommano gli oltre 8.395 studenti che hanno partecipato ai programmi didattici del museo, oltre 500 insegnanti e le circa 9,000 persone che hanno visitato la collezione in occasione di inaugurazioni, eventi istituzionali, eventi e visite speciali che la scorsa stagione hanno raggiunto quota 68.

Fonte: Collezione Peggy Guggenheim





Back in the City

17 01 2008

  • Ero all’ArtStudio Café, in via dei Gracchi 187, a Roma, l’altro ieri, uno di quei locali innovativi di cui ogni città in genere ha bisogno, ed ero a un tavolo con un’amica quando sugli scaffali tra pezzi di design, libri e foto esposte lo sguardo mi è caduto su un libretto arancio con una bella grafica: ho scoperto così, quasi casualmente, una delle guide più straordinarie (di nome e di fatto) che abbia mai visto… ed è un genere che seguo da sempre.

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  • Si tratta della prima edizione di Romastraordinaria 07/08 (edizioni dell’ambrosino, 207 pp. 15 euro) un progetto unico nel suo genere che, ho saputo più tardi ormai incuriosita, a Milano, Torino e Genova già esiste da alcuni anni ed è ovviamente molto apprezzata. Stile fashion, molto di tendenza, impaginata con foto, mappe e idee innovative, frutto di una ricerca accurata e stimolante: risultato? Sfogliando queste pagine trovo una città assolutamente inedita e da riscoprire piacevolmente con altri occhi.

  • Ma attenzione: non è una guida, è molto di più. Direi che è uno strumento indispensabile per chi voglia tenersi aggiornato, utilissimo per lo shopping ricercato, ma anche una piacevole lettura per chi viaggia o per chi vive in queste città e ha voglia di riscoprirle attraverso un nuovo punto di vista, all’interno di spazi innovativi e originali.

  • Stili di vita inediti e “straordinari”: il testo raccoglie (con un sunto anche in inglese) una selezione di attività che esprimono bene l’intraprendenza, la passione e la creatività con cui vengono condotte realtà commerciali ed imprese uniche in Italia. Firenze, Napoli e Venezia sono le ultime uscite della collana accanto ad un utile web-magazine Italia straordinaria.





Servizi utili per DIV (donne in viaggio)

16 01 2008


  • Si chiama Donne in viaggio (DIV-BestStayInItaly) il nuovo portale di ricezione turistica in Italia dell’Associazione DonneInViaggio. Lo scopo? Valorizzare le esperienze di accoglienza e di ospitalità in Italia per motivi di turismo, studio e lavoro.
  • Il portale di ricezione turistica si affianca alla rivista on line DonneInViaggio.
  • All’interno del sito, si possono trovare circa 500 strutture suddivise in: agriturismi, bed and breakfast, alberghi, hotel, appartamenti, case vacanze, camere in affitto, camping e soggiorni termali. A breve sarà attiva anche la categoria ostelli.
  • In linea con gli obiettivi dell’Associazione all’interno di DIV-BestSayInItaly sono state create delle Sezioni Speciali in cui si possono individuare facilmente tutte le strutture che ospitano unicamente donne, glbt friendly, che sono particolarmente ospitali ed offrono particolari servizi per mamme e bambini (anche piccoli), anziani, diversamente abili o ancora strutture che accettano e offrono servizi per gli animali.
  • Le sezioni News ed Eventi offrono al pubblico informazioni culturali e turistiche del territorio italiano e, per agevolare il turismo con i bambini, è possibile trovare una sezione Under 16, che focalizza eventi adatti ai bambini e ai ragazzi, e gli Appuntamenti delle donne, collegati alla rivista. E’ possibile inoltre ricevere una newsletter quindicinale che viene inviata a più di 70 mila iscritti in Italia e all’estero con gli ultimi aggiornamenti del portale: Offerte dalle strutture, Last Minute e gli Sconti Speciali DonneInViaggio del 10% sul soggiorno.
  • Fonte: Donne in Viaggio