Domani e domenica imperdibile appuntamento per appassionati, curiosi in genere e aperti di mente: si tratta del convegno “Universi a confronto” che si svolge al palazzo dei congressi di Orvieto e a cui parteciperà il mio amico psichiatra Alfredo Àncora (ricordate il suo libro e il suo lavoro sullo sciamanesimo di cui vi parlai qui tempo fa? rileggetelo se lo avete perso).

Alfredo parlerà dell “’incontro con gli sciamani della Buratya (Siberia meridionale): un passaggio attraverso miti e modi di un diverso conoscere“. Dopo di che ci sarà anche un intervento di Eugenio Bennato sulla taranta contemporanea. E ancora: medicina tradizionale andina, sciamanesimo e bioenergetica, e molti altri argomenti interessanti. I workshop poi sono uno più interessante dell’altro…. insomma se siete lì o pensate di organizzare un weekend fuori, mettete in valigia anche la brochure (qui sotto) di questo evento. Non ve ne pentirete, ne sono sicura.

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…della serie, “io c’ero”.

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Il Giappone di una geisha di oggi” è un articolo che avete molto letto (quasi cinquemila accessi in otto-nove mesi), e così per le altre puntate del lungo reportage dal Paese asiatico che anni fa pubblicai sul settimanale “Grazia“. Stesso dicasi per l’inchiesta sul mondo dei giovani nipponici che ho pubblicato a suo tempo su “Gioia” e che ho ripreso in parte su questo blog con il titolo “Avere 20 anni a Tokyo oggi” – se li avete persi o vi sono sfuggiti li potete rileggele cliccando qui sui rispettivi titoli – .

Il grande interesse che sempre suscita il Giappone mi ha fatta saltare sulla sedia quando ho ricevuto l’email di Francesca Faravelli, che mi inviava uno dei video realizzati dal marito Stefano (il mitico acquerellista-fiolosofo di cui presentai il libro, ricordate?, e che seguimmo in diretta video dall’Egitto… anche qui se avete perso delle puntate sbirciate il canale YouTube di Donne con la valigia), di nuovo in viaggio con il regista Stefano Folgaria per documentare anche con i video le sue tappe. Vi giro quindi uno dei video più recenti di Stefano Faravelli (gli altri li trovate sempre su YouTube) e vi invito a seguirne le tappe, le storie e le sue magiche visioni su carta. Insomma, i suoi spicchi di mondo narrati in punta di… pennello! Seguiamolo mentre riempie il Taccuino dal mondo fluttuante, soggetto del suo prossimo libro.

(Credits video: Stefano Folgaria)


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(credits photos: Marina Misiti)

Anne, amica di valigia di New York, mi chiedeva proprio ieri se avessi mai parlato dell’America delle donne della beat generation. Dei luoghi delle beat, insomma. Come molte di voi già sanno, in effetti ne ho scritto diverse volte, anche qui sul blog, e me ne sono interessata parecchio, soprattutto quando anni fa ero a San Francisco, e ogni volta che sono poi ritornata sulla collina di  North Beach. Vi riposto allora uno degli articoli che avete apprezzato di più, con allegate delle nuove foto scattate ultimamente…

Chi di voi conosce Frankie Kerouac, Carolyn Cassady o Joanna McClure? Per lungo tempo sono rimaste nell’ombra, ma le compagne degli uomini “on the road” della letteratura americana erano poetesse, artiste e scrittrici. Sono ancora ingiustamente poco note, eppure esistono anche delle antologie che ci restituiscono le passioni e le visioni della Beat Generation al femminile, come “A Different Beat” (tradotto in Italia anni fa da Theoria-Editori Associati), per esempio: un’eterogenea raccolta di racconti e poesie che ha messo in luce una parte ingiustamente sottovalutata della cultura beat americana.

Le compagne degli uomini on the road hanno condiviso con questi vita (e spesso figli), scrittura e avventure già nei primi anni Cinquanta. Vere e proprie eroine pre-hippy. Se si eccettuano Diane Di Prima con “Memorie di una beatnik” (Guanda), Joyce Johnson e i suoi “Personaggi minori” (Il Saggiatore), e un introvabile “Cuore di beat” di Carolyn Cassidy (Savelli), sono tante le scrittrici, poetesse e sceneggiatrici (alcune di queste ancora in piena attività) dimenticate oggi dalla critica, offuscate dalla fama dei loro più affermati compagni di “strada”.

Onore quindi a Nutrimenti per aver pubblicato recentemente il taccuino di viaggio di Janine Pommy Vega, “Sulle tracce del serpente”, appunti di viaggio e impressioni che partono dall’incontro, negli anni ’60, col pittore e futuro marito Fernando Vega, col quale vive tra Israele, Parigi e Ibiza, prima della sua improvvisa e prematura scomparsa: la scrittrice continuerà a viaggiare da sola, prima in Europa, poi in Amazzonia, in Perù e in Nepal, macinando chilometri alla ricerca di nuovi spazi da ammirare, insieme a un personale viaggio interiore e alla ricerca del culto della Grande Madre Terra.

Volevo ritrovare una certificazione di esistenza, insomma, un pezzo di storia, quando anni fa sono entrata per la prima volta nella mitica City Lights Bookshop di Ferlinghetti, a San Francisco, in quell’angolo in discesa di Columbus Avenue che delimita North Beach, suggestivo quartiere italiano e cuore del mondo beat. Sono stata ore a curiosare tra gli scaffali per cercare le tracce dei viaggi letterari di queste donne.

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(credits photos: Marina Misiti)

Sono tornata più volte lì, negli anni. Anche di recente. Alla fine mi sono sempre portata dietro “valigie” piene di brani di prosa di Jan Kerouac, la figlia riconosciuta troppo tardi e mai voluta dal padre dei beatnik: una “Baby driver, dal titolo del suo libro, capace di camminare su “strade cosparse di polvere di stelle”, il cui dolore sottopelle emerge quando racconta di come accettò di fare la comparsa in un film sul padre pur di poterlo sentire vicino almeno nella finzione cinematografica; e ho ritrovato la madre, Joan Haverty Kerouac, nelle memorie dall’eloquente titolo “Nobody’s Wife” (La moglie di nessuno, ndr) che ci restituisce un Kerouac privato e notturno, in accappatoio, chino sui tasti per scrivere proprio “On the road“, il manifesto di una generazione “battuta”, il libro che dalla sera alla mattina lo rese celebre.

Il periodo è quello beat classico: dal 1957 al 1965. Lo sfondo è l’America. I personaggi, quelli maschili, hanno nomi indelebili: da Jack Kerouac al compagno di viaggi Neil Cassady, di cui la moglie Carolyn ritrae tensioni ed irrequietezze nel suo diario “Off the road” (Fuori dalla strada, ndr), e ancora da Allen Ginsberg e Gregory Corso, fino a William Burroghs.

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(credits photos: Marina Misiti)

Nelle casette in legno dai colori pastello prese in affitto a North Beach, una delle più suggestive colline di San Francisco, o negli appartamentini condivisi al Village di New York, si snodano queste storie minime, questa moviola continua sulle emozioni e le fatiche quotidiane, sul jazz e le improvvisazioni della vita: “Avevo un esaurimento, leggevo Shakespeare e friggevo uova”, scrive Leo Skir in ricordo di una di loro, Elsie Cowen, poetessa, coinquilina e amante di Ginsberg, anima tormentata fino al suicidio.

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(credits photos: Marina Misiti)

Quando andare alla deriva per il mondo iniziava a diventare il credo di un’intera generazione, loro, le donne beat, divennero poetesse, “cacciatrici di parole” come la Hochman, memorialiste “folli per parlare, folli per vivere, folli per essere salvate” come Hettie Jones ed Eileen Kaufman, performer scandalose come Diane Di Prima, scrittrici indomite come Joyce Johnson che in un suo scritto ricorda: “Negli anni Cinquanta tutti sapevano perché una ragazza di buona famiglia se ne andava da casa…”.

Nei caffè dove si suona jazz che oggi confinano con Chinatown, o lungo le strade soleggiate tutte in salita e in discesa di San Francisco, ma anche nelle vie alberate del Greenwich Village, nel cuore di Manhattan, più e più volte sono andata alla ricerca di quelle storie, di quelle persone, di quei giorni così carichi di vita, di parole, di letti sfatti, di lavoretti occasionali e di pub dove la normalità era una sola: “raccontare le proprie visioni”, al ritmo del be bop.

Testo: Marina Misiti


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(Credits photo: Marina Misiti)

Il mio più recente progetto fotografico sulle città (-Bybus è il titolo), è iniziato proprio da Roma, da qui il nome completo del lavoro:  87.70 Romebybus, e dalla sua grande icona-simbolo: il Colosseo. Questa volta però lo sguardo alla città eterna non è certo a colori pastello, incantato e da cartolina, come d’abitudine. Piuttosto sarà “tagliato” sulle visioni di chi nelle diverse ore della giornata (mattina, sera, ecc) per lavoro, spostamenti, turismo e altro, si trova negli autobus, e da lì guarda alla capitale. Con le sue ombre, i riflessi, i colori, i particolari colti in pochi secondi, seguendo di fermata in fermata il continuo movimento di una o due linee di bus… 87. 70 in questo caso.

L’intero portfolio, in contemporanea con la preparazione delle stampe per la mostra cui sto lavorando, sarà postato sul photoblog Mappe Urbane Personali, lo stesso che ha ospitato il mio precedente lavoro fotografico sulle MUP. Trovate il link qui sopra, cliccando proprio sull’immagine. Buone visioni, allora… a tutte le amiche di valigia!


Sono passati soltanto pochi giorni dall’uscita in libreria del mio piccolo libro “Donne con la valigia” (distribuito in tutta Italia, quindi se non lo trovate nella vostra libreria potete ordinarlo facilmente – la distribuzione è una delle più importanti del nostro Paese, capillare e veloce) e tante sono state già le chiamate di auguri, le email, le segnalazioni in rete e le recensioni sui media.

Ho pensato così di realizzare una sorta di video-storia di “Donne con la valigia” con alcune delle immagini che sono andata selezionando su internet in questi mesi, mentre preparavo il testo (che contiene anche delle divertenti illustrazioni).

Grazie dunque all’editore Astraea che oltre alla scheda nel suo sito ne ha parlato anche qui e qui, a Elle” per la sua immediata recensione, al settimanale “Vero“, all’inchiesta di Style.it il sito di Glamour e Vanity Fair, per intenderci, a Francesca Bellino che ne ha subito scritto un articolo su “4Arts“, a Valeria Bellantoni che ne scrive qui su E’Lifestyle, al portale Margherita.net, e sempre in rete ad amiche di valigia come Rosaria di Simpaticamente Insieme, a blog come That’smine, Lazio segreto e a tante altre note, commenti e articoli che so in pubblicazione. A tutti voi e alle lettrici e lettori di questo vademecum “rosa” vi video-ringrazio così…

p.s. aggiornamento veloce: Angela mi ha appena segnalato che sto seguendo le orme nientemeno che di The Sartorialist, guru della street fashion che da agosto è passato dal blog alla… libreria, pubblicando la sua versione cartacea con Penguin! Insomma, niente male come accostamento…..


Donne con la valigia cambia, o meglio si “materializza” fuori dalla rete e diventa un vero libroinvaligia da leggere o regalare alle proprie amiche: il 7 ottobre, infatti, uscirà in libreria un piccolo testo, un vademecum (cartaceo) che ho scritto per le “ragazze viaggiatrici” di ogni età, nato proprio dall’esperienza di questo blog-magazine online.

Sto parlando del LITTLE PINK BOOK di Astraea Editrice, intitolato Donne con la valigia (e come potrebbe essere altrimenti!), e dedicato all’arte di viaggiare leggere e… con stile. Insomma, un’agile guida per muoversi con bagagli “light” ma sguardo profondo, in ogni luogo e occasione della vita.

Così, carissime/i nomadi digitali e territoriali, eccoci ad un punto di svolta per DCV, non solo a un restyling: questo intenso percorso, fatto di storie e luoghi e persone che dal 6 gennaio 2008 al 7 ottobre 2009, per quasi due anni, ci ha fatto ritrovare insieme quasi ogni giorno in questa piazzetta virtuale che avete da subito tanto apprezzato, cambierà non soltanto look ma anche alcuni dei suoi contenuti, focalizzandosi su nuove sezioni. In fondo, se “la donna con la valigia” è il mio nick, alter ego, avatar o quello che volete, insomma se fino ad oggi mi ha accompagnato e rappresentato così fedelmente, non potrà che riflettere ancora le mie evoluzioni e le nuove strade che ogni giorno io stessa percorro.

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Insieme abbiamo viaggiato con lo spirito, con il cuore e con gli occhi, prima ancora che nello spazio. E ci tengo a ringraziarvi per l’attenzione con cui avete seguito la pubblicazione di ogni post (543 fino ad oggi), per i vostri commenti (1772 in questo momento), i suggerimenti, in una parola per la vostra continua e appassionata lettura (ben 253.855 le pagine scaricate finora) e condivisione del blog. Molte di voi (tra gli oltre 200.000 visitatori unici, ebbene sì, questa è la media), poi, si sono iscritte/i alla community di DCV e soltanto a voi sarà possibile sfogliare e leggere alcune sezioni, come CITY STYLE, in archivio.

Per tutti quanti, comunque, il prossimo appuntamento è in libreria. DONNE CON LA VALIGIA è lì, fa capolino dagli scaffali, tutto rosa e con l’elastico, come ogni taccuino di viaggio che si rispetti e, sì… adesso per continuare il suo viaggio sta aspettando proprio voi!

Marina Misiti


Ecco un piccolo diario visivo sulla “mia” Londra di questi giorni: colorata, vibrante, iper-femminile…


Parlando con un viaggiatore e antropologo come Gianluca Frinchillucci, ho sempre la sensazione di trovarmi ancora in “missione antropologica sul campo“.

G. F.

Sarà perché lui dei viaggi ne ha fatto uno stile di vita, una professione da svolgere con rara perizia e passione (tra l’altro è direttore dei Musei Scientifici di Fermo, ricercatore esperto di popoli indigeni e uno dei massimi esploratori polari italiani) ma quando, ultimamente, mi ha parlato della Perigeo (l’associazione di cui è responsabile dei progetti – una onlus nata nel 2002 nelle Marche e impegnata per l’autodeterminazione culturale, la salvaguardia dei popoli e dell’ambiente e la promozione della pace) e delle sue recenti ricerche, non ho potuto trattenermi dal chiedergli materiale e foto inedite da postare qui sul blog-magazine.

Ragazzo Surma

Tra i progetti internazionali dell’associazione, infatti, oltre alla Carta dei Popoli Artici, mi ha colpita quello sui “Musei Senza Frontiere” che si propone di creare una rete transnazionale di musei etnografici dedicati alla salvaguardia del patrimonio culturale tradizionale di alcuni popoli. Se da una parte ciò rappresenta uno strumento per la salvaguardia dei patrimoni culturali dei popoli indigeni, attraverso la sua opera di studio, raccolta, conservazione e valorizzazione, dall’altra questo progetto costituisce un innovativo metodo per la costruzione di ponti e di promozione del dialogo tra realtà spesso in conflitto tra loro (vedi le lotte interetniche in seno ai popoli indigeni dell’Etiopia), o troppo isolate e distanti per poter comunicare.

Disegno Nency

Conoscere gli altri disegnando la “casa”, è un suo altro progetto molto innovativo e originale: si tratta di uno scambio di disegni per la conoscenza reciproca tra bambini appartenenti a diverse etnie indigene di vari paesi del mondo. Se disegnare è un po’ raccontarsi, con questo progetto si invitano i bambini a raccontare le storie, le tradizioni, gli usi e i costumi che popolano il proprio mondo, per poi metterli a confronto con quelli di altri. Questo momento di confronto apre a universi inaspettati, che ricordano a piccoli e adulti, che ogni cultura ha la sua perfezione e che la diversità non va mai temuta.

Bimba Nency

Partito nel 2002 con i bambini inuit della Groenlandia orientale, lo scambio di disegni è arrivato oggi a coinvolgere bambini appartenenti a popolazioni autoctone che spaziano dai ghiacci della regione artica alle calde savane dell’Etiopia meridionale. Al momento infatti sono coinvolti, accanto ai bambini di alcune scuole italiane di Marche e Liguria, i bambini Inuit del distretto di Ammassalik nella Groenlandia Orientale; i Nency della penisola di Jamal, nella Siberia Occidentale; e quelli di quattro etnie indigene etiopi: gli Oromo di Kofale (Oromya Region), i Surma del villaggio di  Kibish (Southern Nations, Nationalities and People’s Region), gli Ongota di Weyt’o e gli Hamer di Turmi (sempre nella SNNP’S Region). Per tutte le info potete contattare Laura Bacalini della Perigeo, che tra l’altro fa parte della nostra community di “donne con la valigia“.


Seguo l’antroposofia di Rudolf Steiner e in particolare gli incontri con Pietro Archiati già da tempo, e ogni volta costituiscono un percorso irrinunciabile, un cammino denso e profondo, un viaggio emozionante dentro noi stessi e gli altri. Questa volta vorrei segnalare anche a voi il suo prossimo seminario, il sesto, che si terrà a Rocca di Papa, vicino a Roma, dall’8 all’11 ottobre prossimi e sarà incentrato su “La filosofia della libertà” di Steiner (leggi tutto qui). Ecco un viaggio diverso per tutte le donne (e gli uomini) con la valigia e tante domande dentro… appuntamento per tutte/i a giovedì, allora!

La formazione che riceviamo ci insegna tutto, fuorché il pensare. Nel suo pensare l’uomo si vive più che mai come spirito creatore, come artista dotato di un’inesauribile fantasia intellettiva e morale che emana luce e calore all’infinito. La filosofia della libertà di Rudolf Steiner è il testo di base più moderno per una scuola del pensiero…“.


Tempo fa abbiamo lanciato un primo sondaggio sui viaggi delle donne. Ecco le percentuali dei risultati (basta cliccare su “view results”). Non c’è che dire: la valigia è sempre e comunque al primo posto nei nostri pensieri con circa il 63 per cento dei voti (sarà per questo motivo che ho deciso di dedicare un piccolo saggio all’argomento???) E imparare a farla adatta per ogni occasione è il sogno di tutte noi… leggete qui e, se vi va e non l’avete ancora fatto… dite la vostra (il sondaggio è ancora aperto):


Tempo fa mostravo a un’amica americana le mie “erbe magiche” prese a Marrakech, in Marocco, proponendole di alleviare il suo mal di stomaco con una mistura preparata sapientemente dal mio curandero preferito, un saharawi gentile e sapiente che opera all’interno della medina, più o meno alle spalle di questa piazza…

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Contrariamente a quanto mi aspettassi la sua curiosità e apertura mentale hanno avuto la meglio sul suo innato scetticismo, tanto che mi ha chiesto di poter provare il decotto (e ne ha tratto giovamento quasi subito), ed è rimasta semplicemente deliziata dall’odore inconfondibile della mirra, che il curandero mi ha impacchettato dentro a un piccolo contenitore per “nomadi”, realizzato in pelle di cammello essiccata e poi dipinto (è il portaprofumo delle donne nomadi nel deserto maghrebino ed è stupendo!).

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Se vi trovate a passare dalla affascinante città marocchina in questi giorni, o avete in previsione un viaggietto autunnale, non dimenticate di chiedermi questo indirizzo e fatene buon uso: immergersi in una cultura “altra” può iniziare anche da questo piccolo passo. E, sono sicura, non ve ne pentirete…

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(Credits: Taliah Lempert – Multi Bike Print – 13)

Adoro le sue biciclette. Le ha ritratte in moltissimi modi, fogge, colori. Da anni sono le sue “modelle” preferite, il focus della sua creatività, delle vere e proprie icone di stile e da ogni suo quadro sbuca tutta la sua energia e creatività: sì, Taliah Lempert, pittrice con studio dietro al Williamsburg Bridge (Brooklyn), New York City, è proprio una di quelle belle scoperte che mi fa piacere condividere con la nostra ormai numerosa community di “donne con la valigia“.

D’altra parte è stato Bruno Boschin, della Libreria del viaggiatore, a parlarmene per la prima volta qualche tempo fa, mostrandomi alcune copie di suoi quadri. Da quel momento non ho più staccato gli occhi da Bicycle Paintings, ne seguo il work in progress e ho già selezionato alcune opere da acquistare sul sito. Date un’occhiata a questo originalissimo esempio di “arte pret-à-porter”: non c’è dubbio che qui la creatività abbia preso le forme inconsuete di splendide biciclette, che celano storie di viaggi e percorsi lungo strade tutte da scoprire…

107(Credits: Taliah Lempert – Spanish Flip Flop Screenprint – 107)


Londra, East End, un po’ oltre Whitechapel. Ospite di un designer eclettico, dall’aria dandy e lo stile glam. Townhouse di fine ‘700 (era la zona in cui viveva James Cook e buona parte della marina inglese dell’epoca, oggi è la preferita di artisti e creativi), restaurata ed arredata in modo sublime. Bellissima, lunga e articolata intervista. Insomma, 40WINKS, come dicono gli inglesi, in un luogo magico dall’atmosfera tutta da gustare. Ve ne riparlerò ancora. Intanto ho raccolto le foto che ho realizzato in un piccolo video, che vi invito a sfogliare come fosse un album fotografico delle case “da favola”…

(Credits video: Marina Misiti-Donne con la valigia)


arobbinsOggi è l’ultimo giorno dell’incredibile corso-evento di 4 giorni dal titolo “Sprigiona il potere che è in te“, tenuto per la prima volta a Roma, da un trainer del calibro di Anthony Robbins. Robbins è un “guru” motivazionale capace di attrarre migliaia di persone ad ogni incontro (questa volta sono oltre 5000 e si sono ritrovati dalla mattina a tarda sera no-stop, alla nuova Fiera di Roma) e la sua energia – oltre alla camminata sui carboni ardenti!!! – l’hanno reso famoso in tutto il mondo. E non solo tra gli appassionati di pnl come me.  Peccato non esserci in questi giorni, ma a seguire l’evento, tra i tanti presenti e arrivati da mezza Europa, c’è anche Andrea Genovese di 7th Floor e… leggete che cosa racconta. Non vi sembra di essere anche voi lì e di compiere un piccolo “viaggio nel viaggio”?